Cose che succedono quando non studi francese

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Sono sicura di aver già accennato al fatto che non mi piace praticare attività fisica: non mi piace correre perché principalmente mi annoio a morte, non mi piace ascoltare la musica mentre corro e se avessi un amico con cui chiacchierare mi mancherebbe il fiato. Dovrei provare con gli audiolibri ma mi manca comunque sempre il fiato e a Shanghai non è proprio il massimo dedicarsi ad attività che richiedono l’uso dell’ossigeno.

In piscina manco a parlarne, dopo i resoconti dell’orrore del mio amico, forse non mi ci avvicinerei. Inoltre credo di avere un po’ il terrore dell’acqua, ovvero che se vado a nuotare, la mia preoccupazione è finire la vasca il prima possibile per poi rimanere a panciolle. Insomma, il contrario di un allenamento serio o di un’attività fisica come si deve.

Avevo provato con la palestra, dopo essermi iscritta per ben 13 mesi a un prezzo stracciato, ma il problema principale è che non so usare gli attrezzi, non so nulla di serie e di set di esercizi, ho anche un po’ paura di usare gli attrezzi male e farmi male. Quindi lasciavo sempre perdere e seguivo qualche lezione a caso ma senza costanza, poi ho direttamente smesso di andarci.

L’unica cosa che mi era piaciuta, dall’alba dei tempi, era il corso di arti marziali fatto in quarta e quinta superiore. Lì sì che mi ero divertita un sacco. E che mi piaceva. Ma purtroppo la vita va avanti, avevo abbandonato città e palestra per l’università e poi Stato e Continente (Galassia e Universo). Quindi mi accontento della mia sudata cintura arancione.

In breve, mi ero rassegnata a una vita fatta di scale mobili, divani, attività sedentarie come leggere, guardare serie TV, tradurre, lavoricchiare al computer, mangiare e poco altro. Ho anche smesso di andare a fare la spesa da quando ho scoperto il servizio di consegne più bello del mondo.

Beh, poi non so cosa sia successo, fatto sta che ho chiesto alla mia amica se potevo andare in palestra a fare arrampicata con lei. Dal nulla. E lei è stata tanto carina da non ridermi in faccia. E così due mercoledì fa ci sono stata per la prima volta e mercoledì scorso ci sono tornata. E ci tornerò perché mi sono divertita tantissimo!

Il processo del mio mercoledì in palestra si risolve con: parete orizzontale da percorrere in lungo, parete verticale da percorrere all’insù. Per ora sono riuscita a salire fino in cima solo una volta perché mi faccio prendere dal panico da altezza. Per quanto riguarda la parete orizzontale, dopo un po’ le braccia cedono e lascio andare, così che raramente arrivo in fondo, e poi mi manca la tecnica, dondolo pericolosamente e non mi fido del potere aggrappante delle mie gambe.

Quindi forse, dopotutto, ho trovato un’attività valida sostituta dei cari vecchi tempi quando facevo arti marziali.

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