Cose che succedono quando non studi francese

Non è vero ma ci credo

Non è vero ma ci credo
Avevo già affrontato il problema di alcune abitudini cinesi che a noi paiono astruse, ma mi ero limitata a parlare di come l’acqua calda sia considerata una panacea contro ogni tipo di male. Ogni tipo di male. Dal mal di denti, al mal di mare, al raffreddore, alla febbre, all’aviaria. Quando non ti senti bene il consiglio è sempre riposati e bevi molta acqua calda. Boh, sarà perché non l’ho mai fatto per i primi 23 anni della mia vita e quindi il mio corpo non risente di tali benefici, fatto sta che non sento tutta sta grande differenza.
Comunque, per quanto leggero possa essere l’apporto benefico dato dall’acqua calda, posso immaginare che per alcuni soggetti sia davvero di aiuto, oppure posso scientificamente trovare una ragione per cui sia meglio dell’acqua fredda per il nostro corpo. Quello di cui vorrei parlare sono piuttosto credenze la cui ragione sfugge all’umano medio non cinese.

Partiamo dal pelo. Il pelo in Cina è coltivato con dedizione pari a quelle che si riservano a cuccioli di cane o gatto (pelosi anche loro). Si possono quindi vedere spesso rigogliose foreste sotto le ascelle e polpacci da minatore calabrese addosso a leggiadre giovinette cinesi. E baffi a manubrio. Tutte cose che non vanno toccate perché “La ceretta fa male alla salute” (cit.).

Ultimamente la mia amica poi mi ha aperto un scenario degno della fantascienza più spinta, quando mi ha riportato un fatto accaduto in presenza della sua professoressina di cinese, che la visita a domicilio. La mia amica ha un fidanzato che vive con lei. Al fidanzato piacciono le piante, ergo, il loro appartamento ha tante piante. Nel salotto, in bagno, appese sopra il letto, sui tavoli, sugli armadi eccetera. La mia amica non è molto alla mano con le piante, il fidanzato sì. L’unica cosa di cui la mia amica è sicura è che le piante, ogni tanto, hanno sete e vanno annaffiate.
Un giorno la mia amica si accorge anche di un’altra cosa, ovvero le piante ogni tanto mettono su una fogliolina gialla e aspettano che cada. La mia amica si accorge della caducità della natura un pomeriggio mentre fa lezione di cinese, allora allunga la mano e fa per strappare la foglia.
Segue grido d’orrore (come siamo teatrali).
La mia amica gela, pensando, to’ una pantegana in casa!
Invece era semplicemente la professoressina di cinese che la intimava di non toccare la pianta. Che era un innocuo tronchetto di bambù senza denti.
La professoressina poi aggiunge che le piante sono esseri femminili e quindi il loro principio yin cozza con il nostro principio yin, quindi le piante soffrono se una donna le tocca, al punto che possono morire, invece gli uomini che hanno il principio yang come dominante possono avere a che fare con le piante e che lei fa sempre attenzione quando le annaffia a non toccarle.
Quindi, voi giovani donzelle che andate nei boschi a farvi le foto appoggiate ai tronchi, sappiate che state commettendo un omicidio.

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