Italiani in Cina

Primo maggio

Partiamo già male perché si tratta di un ponte da dover recuperare, come ne avevo già parlato qui.

Ci sono comunque tre giorni di vacanza, con il sole, novità straordinaria, dato che fino alla settimana precedente si era in novembre. Ma smettiamola di essere londinesi e parlare del tempo, vediamo piuttosto che cosa ho fatto.

In sostanza due cose: un giro in bicicletta in solitaria e la visita alle pianure sconfinate appena fuori Shanghai, che racchiudono un segreto (e no, non sono i pomodori all’uranio), per cui vi farò aspettare ancora una settimana prima di svelarvi; oggi sarò volutamente noiosa e vi imporrò la descrizione del mio giro in bici.

Il primo maggio due cose temevo: le orde di cinesi e i supermercati chiusi. Dopo aver deciso di snobbare la seconda fonte di terrore continuandomi a cibarmi di cose dense di colesterolo (si parla di quasi una settimana di pasta con il formaggio e basta), e evitare l’acquisto di cose che crescono sugli alberi, mi concentro sul secondo problema: evitare posti troppo affollati.

Avete forse già sentito parlare del Bund, posto da cui si può ammirare lo scintillante skyline di Shanghai. Il Bund quello famoso è qui.

Bund famoso

I cinesi poi hanno deciso di usare anche questa parte:

bund

e farne sede dell’Expo.

Poi hanno deciso di modernizzare (ovvero buttare giù tutto quello che si parava loro innanzi e costruire al posto palazzi in vetro-cemento) anche questa parte del Bund, che hanno chiamato, con poca fantasia, North Bund.

Bund nord

Poi hanno notato che c’era ancora un piccolo fazzoletto di terra lungo il fiume, che potevano sfruttare, questa:

bund west

e l’hanno chiamato, indovina indovina West Bund.

Ed è proprio lì che sono andata, a verificare l’apertura di un museo, e a vedere una pista da skate di giorno, dato che l’avevo vista solo una volta, di notte. E ci sono andata anche perché è relativamente vicino a casa mia.

Sapevo dell’esistenza di una passeggiata lungo il fiume, quindi, come una nutria impazzita, l’obiettivo che avevo in mente era guadagnare la riva e poi percorrerla per un tratto fino a che, stanca, non avessi optato per una strada perpendicolare che mi avrebbe riportato in centro e poi a casa.

Raggiungere il fiume può sembrare cosa facile, ma i cinesi amano porti degli ostacoli sul cammino, impedirti di avvicinarti troppo, racchiuderti in un senso di anelo continuo e duraturo. Era già successo quando, andata con un paio di amiche a fare un giro sul North Bund, siamo state rimbalzate via da tutta una squadra di guardiani, che ci impedivano di avvicinarci al fiume, con la scusa che buona parte del posto era ancora in costruzione, che “qua è bello solo la sera” e altre cose del genere.

Il primo tentativo non porta i frutti sperati: decido di mia spontanea volontà di allontanarmi, dato che il paesaggio si faceva sempre più arido e costellato di soli cantieri e uomini intenti a costruire e a guardarmi dicendosi ridacchiando tra loro: “laowai, laowai”, ovvero “straniero”.

Opto allora per l’inversione a U, faccio un pezzo di strada a ritroso e finalmente trovo le indicazioni per il museo e quindi, spero, per il lungofiume. Prima di tutto vedo una struttura di vetro, che ospiterà un museo di cui non mi ricordo il nome, davanti al quale c’erano queste graziose sculture:

WP_000004

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Dopodichè inizio la mia biciclettata su lungo fiume. Si fa per dire, dato che il lungo fiume è pedonale e a noi bici è riservato un marciapiede a distanza di sicurezza dall’acqua. Ma non posso lamentarmi dato che il cielo era blu e l’erba verde. In più c’erano pochi cinesi e gli aquiloni.

Ho anche trovato il museo che cercavo, si chiama West Bund Long Museum ed è ospitato dentro una struttura agghiacciante. Un cubo di cemento senza aperture o sbocchi, però a quanto ho letto dovrebbe ospitare una collezione privata carina, che voglio andare a vedere con la mia coinquilina.

Lo chiamavano: "il palazzo con le mutande"

Lo chiamavano: “il palazzo con le mutande”

Adesso non vi resta che aspettare per la parte emozionante del ponte del primo maggio!

(CONTINUA)

 

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One thought on “Primo maggio

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