Cinesi/Cose che succedono quando non studi francese

Do you believe in taxi drivers?

Seconda storia (continua da qui e qui)

Iniziamo con una bella cartina stilizzata (gli isolati sono più grandi di come li ho fatti, non crediate che abbia preso un taxi per fare 200 metri):

 

piantina

Il quadrato rosso è casa mia, il pallino viola sono io, il quadrato arancione è un taxi e io dovevo andare dove c’è la stellina.

Salgo sul taxi e dico: “Vada sulla Zhongshan Road, a destra” il taxista, che arrivava proprio dall’incrocio con la Zhongshan Road, mi guarda con occhio bovino e mi dice: “Non so dov’è la Zhongshan nu

Intanto hai detto “nu” invece di “lu“, per dire “strada”, poi, visto che arrivi da sinistra, a meno che non abbia guidato bendato, non ti abbiano bendato e trascinato fino a qui, e poi messo alla guida di un mezzo, non sia comparso dalle siepi, direi che la Zhongshan Road, (8 corsie con tanto di ulteriori 4 soprelevate, non proprio qualcosa che passa inosservato…), l’hai incrociata.

Pensata questa cosa, mi sento comunque magnanima, e mi offro di indicargli la via, mi attorciglio sul sedile e gli indico la strada che sta alle nostre spalle: “Quella là”. E vi giuro che mi ha ripetuto: “Non so dov’è la Zhongshan nu“.

Quando il dito indica il cielo, lo stolto guarda il dito, insomma.

Allora sgomenta gli rifaccio vedere la strada alle nostre spalle. Mi dice che non possiamo arrivarci, perchè, probabilmente, essendo uno spirito maligno, può procedere solo in linea retta.

Ora, dovete sapere che l’incrocio a cui ho trovato il taxi, ha diverse corsie. Quella in cui si mettono le auto che vogliono proseguire dritto, quella delle auto che vogliono girare a sinistra nella strada che incrocia, quella dove si mettono le auto che vogliono fare inversione a “U” e tornare sui propri passi.

Provate a indovinare in che corsia era il nostro genio.

E io, sull’orlo dell’isteria perché avevo appena finito di lavorare, e la stellina indicava il punto in cui la mia coinquilina stava facendo lezione e avrebbe potuto prestarmi le chiavi di casa che io avevo dimenticato, appunto, a casa, gli dico: “Fai inversione a U e ti guido io”.

Si è lamentato ancora un per un po’ e poi ha deciso di portarmici.

 

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