Cose che succedono quando non studi francese

Fiume, in cinese, si dice HE

(continua da QUI)

Avevo già parlato del tipo di conversazioni che si possono intrattenere con un taxista, un tipo che sapeva il fatto suo e aveva bene in mente l’obiettivo di fregarmi. Questa volta invece si tratta di fare luce su quel tipo di taxisti trasferitisi a Shanghai da meno tempo di me, che quindi si mettono nelle mie mani per farmi giungere a destinazione. Propria la sfortuna, a questo punto, di sapere il cinese ti farà capire che lui non ha la minima idea di dove stiate andando e a quel punto vorresti essere benedetto da cieca ignoranza.

Devo andare a casa di una mia amica, posto dove sono stata solo una volta precedentemente, e ci ero arrivata prendendo la metro, arrivando in un punto a caso della città e camminando per chilometri. Ed era gennaio.

La seconda volta controllo su Google maps e mi accorgo che un autobus potrebbe portarmi vicino alla meta! Autobus che passa sotto casa mia! Yeeeeee! Prendo fiduciosa l’autobus, sapevo che sarei dovuta scendere a una determinata fermata lungo una strada, e poi percorrere la stessa strada finché non mi fossi trovata lo sbarramento di un fiume, a quel punto girare a sinistra. Poi al massimo chiamare la mia amica per farmi aprire, ma per quanto riguarda il percorso ero sicurissima.

Partiamo dal tradimento del bus: appena gira nella strada che avrei dovuto percorrere fino alla fine, fa 50 metri e poi si infila in una traversa, mi affretto a prenotare la fermata ma sono già fuori asse di 500 metri buoni. Torno sui miei passi, mi lecco un dito per verificare la posizione del nord e mi incammino. Forse il dubbio che si stesse facendo troppo tardi, forse il dubbio che la strada, di pochi centimetri su Google, si stesse rivelando di vari chilometri nella realtà e il fatto di aver dimenticato il cellulare a casa con l’indirizzo preciso della mia amica, mi fa decidere per il taxi.

Va detto che non è stata del tutto colpa sua. La mia spiegazione era confusionaria e simile al vaneggiamento di un pazzo. Ma da parte sua va detto che non sapeva dire fiume in cinese. E a quel punto scatta l’attenuante.

“Salve buon uomo, devo andare a casa della mia amica, ho dimenticato il cellulare a casa, ma la so guidare, si fida di me?”
E lui dice di sì.
“Allora, faccia questa strada fino in fondo”. Dato che si stava rivelando veramente lunga, a un certo punto gli chiedo:
“Questa strada porta fino al fiume?”
Buio totale.
“Davanti a noi, ci sarà a un certo punto un fiume?” maledicendomi perché io l’ho sempre chiamato Suzhou Creek, in inglese, senza la più pallida idea se in cinese è considerato un he, un chuan o un jiang, per stare sicura li ho usati tutti e tre, comunque senza risultato. Lui stava per schiacciare il bottone che spara i sedili nello spazio siderale per liberarsi di me, innervosito dal fatto che non gli avessi dato un indirizzo, ma lo stessi guidando in linea retta, decidendo solo alla fine di darmi un’altra possibilità e chiedermi se sapessi il nome della via, o fossi davvero una barbona che vaneggiava.

Io, memore del fatto che la mia amica aveva avvertito che la sua strada è davvero sconosciuta, ne sconsigliava l’indicazione e forniva una strada alternativa da indicare come indirizzo. Naturalmente io non avevo letto il suo messaggio fino in fondo. Mi ricordavo però benissimo il nome della via sconosciuta, tali sono i salti mortali della mente, talvolta.

Allora, alle strette ci provo. Xisuzhou lu. Niente. Avessi recitato una preghiera al contrario sarebbe stato più efficacie. Ci riprovo, cambiando i toni, fosse mai. Ma niente. Allora parte la sillabazione Xi di oriente, Suzhou come la città.
No.
Accenno i caratteri sul palmo della mano.
No.
Mi avvicino al navigatore completo di schermino per scrivere i caratteri a mano, inizio a scrivere i caratteri, ma il mio tocco è troppo gentile. Il taxista riprende possesso dei suoi mezzi informatici e mi guarda, in attesa di dettatura.

Ripeto, un po’ incredula: Xi di oriente, (lui scrive), Suzhou come la città. Indice fermo a mezz’aria.

Sempre più sgomenta procedo a un’ulteriore spiegazione:

“Radicale di erba e ban di bangongshi“.

su

 

Dopo questa mini lezione lampo di cinese, in qualche modo arriviamo a destinazione. Al momento di pagare (sì, ho dovuto anche pagare!) lui si scusa: “Sono di fuori, sono appena arrivato, non sono ancora molto pratico delle vie di Shanghai”, ok, ma questo non scusa il fatto che tu non sappia dire fiume. E io sì.

(CONTINUA)

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8 thoughts on “Fiume, in cinese, si dice HE

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