Cose a caso

Come intitolare un post che parla di libri? “Libri”?

Ecco i miei personali capisaldi per ordinare una libreria.

1) Metodo “scuola materna”, ovvero “forme e colori”: si suddividono i volumi in base all’altezza o a quanto sporgono in lunghezza. Di solito il primo modo (in base all’altezza) è il più gettonato, il secondo (in base alla sporgenza) va bene per chi ha a che fare con volumi che trattano di interior design o architettura, che di solito presentano formati variabili e unici

2) Metodo “appassionati Mondadori”: si suddividono in base all’edizione alla collana. Perfetto per ottenere un effetto di omogeneità. Attenzione però a non comprare alcuni volumi nel formato economico e altri in copertina rigida, altrimenti finirete come me: un Delitto e Castigo in copertina rigida circondato da Oscar Mondadori in edizione economica.

3) Metodo “priorità di lettura”: se vi siete appena trasferiti in un nuovo appartamento, avete appena preso in affitto un appartamento con annessa libreria o avete rubato un’intera collezione, potrebbe essere un’idea quella di sistemare i volumi in ordine di priorità di lettura: a partire da destra, sistemate per primo il volume che vorreste leggere per primo, per secondo quello che interessa per secondo e così via. Nota: quando leggete un libro abbiate cura di sistemarlo tutto a sinistra.

4) Se avete coinquilini stranieri, o siete amanti di edizioni straniere o in lingua originale, forse vi potrà interessare il metodo “area linguistica”. A casa mia ho sistemato prima tutti i libri in portoghese, poi tutti quelli in russo, poi tutti quelli in inglese, tutti quelli in italiano, tutti quelli in francese poi tutti quelli in cinese. Questa sistemazione ha però fatto sorgere un problema dato che posseggo “Il Grande Gatsby” in russo, inglese e italiano, e avrei voluto tanto poterli mettere uno di fianco all’altro.

5) Se siete uomini e donne dagli interessi poliedrici, potrebbe farvi comodo suddividere i libri per “argomento”. Per esempio qua a Shanghai ho diviso i romanzi dai saggi di economia, dai dizionari e manuali di grammatica.

6) Se avete poco spazio, o una libreria piccola, o una libreria grande ma troppi libri, avete due scelte: la prima è comprare una libreria più grande. La seconda è affidarsi al metodo “tesori nascosti”: disponete i libri su due file, ogni tanto rimuovete la prima fila di libri e andate a leggervi i titoli dei volumi dietro. Se lasciate passare abbastanza tempo tra un’investigazione e l’altra, potreste dimenticarvi di quali tesori nasconde la seconda fila e stupirvi ogni volta.

7) Siete autori? Siete stati pubblicati? Allora provate il metodo “vetrina”: ponete davanti alla fila di libri ordinati i vostri titoli, con la copertina rivolta verso il salotto, ovviamente.

8) I libri vanno sistemati in piedi o coricati? Questo dipende da che tipo di edizioni avete: se prediligete quelle economiche, forse è meglio coricarli, così si eviterà l’effetto “arricciamento” ovvero la deformazione che si ottiene quando il libro si accascia dal lato sul quale si aprono le pagine, assumendo una simpatica onda all’insù. Oltretutto si eviterà l’effetto domino, per cui caduto il primo della fila, tutti gli altri si abbatteranno di conseguenza. Se li impilate però, limitatevi a torri contenute, altrimenti finirete per non andare mai a sbirciare l’ultimo della pila.

9) Se contro ogni consiglio decidete di affiancarli in piedi, dovete fare attenzione a due cose: la prima è che se prendete un libro, nel riporlo, non schiacciate solo i libri contigui allo spazio dove volete rinfilare il volume preso, ma abbiate cura di creare uno spazio andando ad agire su tutta la fila, premendo OGNI volume contro il vicino guadagnerete molti più centimetri.

10) La seconda cosa è dovuta alla malvagità delle case editrici, in contatto massonico con ortopedici, che ci costringono al cosiddetto effetto: “testa dondolina” con influssi nefasti sulla cervicale. Mi riferisco al processo per cui alcune case editrici scelgono di sistemare il titolo del libro sulla costa dal basso verso l’alto, alcune case editrici hanno il titolo in orientamento dall’alto verso il basso, alcune case scrivono il titolo minuscolo pur di mantenerlo in orizzontale. Avremmo così volumi vicini di questo tipo: Costa1 Il mio consiglio è di cercare di raggruppare tutti vicini quelli con il titolo alto-basso e basso-alto, per evitare di storcere il collo a ogni titolo.

11) Ogni tanto cambiare disposizione.

Ecco quello che pensano più illustri pensatori a proposito di questo tema:

http://issuu.com/wastepaper/docs/cool

http://www.dcult.it/su-come-organizzare-la-biblioteca-di-casa-con-almeno-10mila-libri-e-come-rispondere-alle-domande-piu-idiote/

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