Cibi

La Palugona cinese

“La Palugona è fatta con farina di castagne, burro, ghiaia, mascarpone, mandorle, miele, ricotta, colla di pesce, segatura e canditi. La sua particolarità è il forte coefficiente di impalugamento, cioè la tendenza a formare un malloppo ostruttivo in bocca o in gola. È stato calcolato che per per masticare una fetta di Palugona è necessaria un’energia cinetica pari a quella che occorre per masticare duemilaquattrocento panettoni. Questo numero è detto Coefficiente di Ferdy, dal nome dello scienziato che morì durante l’esperimento e si scrive:

HM1 PAL = 2400 HM PAN

La Palugona, una volta a contatto con la saliva, si densifica in una melassa al calcestruzzo che si attacca ai denti e al palato con nefasto effetto occludente. I monzurlesi bevono in media un bicchiere di vino ogni briciola di Palugona, ma anche così la malefica leccornia è difficile da mandare giù. Spesso, dopo ogni boccone, bisogna scalpellare molari e premolari, e spruzzare acqua calda sulla lingua, a volte anche Niagara o altri prodotti per sturare i lavandini.”

(Cit. Stefano Benni, Bar sport 2000, Feltrinelli Editore 2002, pag. 20).

Anche in Cina, e non solo a Monzurlo hanno la fortuna di poter gustare la Palugona! Dopo le vacanze per il Capodanno Cinese, uno dei miei studenti ha portato a me e ai colleghi dei dolci tipici della sua città, si chiamano tai you dong tang. Ognuno di essi ha la grandezza di due torroncini, più o meno, e gli ingredienti sono, presumibilmente: farina, carta di riso, melassa, talco, polvere, cenere e calce. Questo è l’unico procedimento per poterli mangiare senza rischiare la vita:

1) perdere ogni nozione riguardo a cosa sia considerato un cibo buono e un cibo non buono, quindi per esempio dimenticarsi il sapore del tiramisù o della panna cotta.

2) allontanarsi da qualsiasi cosa rivestita di peli, come tappeti, moquette, stivali con il pelo o animali domestici, data l’elevata concentrazione di farina, cenere, talco, polvere e altri composti volatili.

3) preparare circa due ettolitri di liquidi da bere (si sconsiglia l’acqua data la presenza di calce nell’impasto).

4) accingersi alla degustazione di questa specialità:

appena scartato un dolcetto, questo perderà circa il 30% della sua massa sotto forma dei suoi originari composti polverosi, che cadranno a terra e verranno assorbita dal pelo dei vostri stivali e dal tappeto sotto di voi (e sì che vi avevo avvertiti!)
Avvicinare il dolcetto alla bocca, o meglio avvicinarvi voi al dolcetto, perchè altrimenti si disfarà lungo il tragitto altezza petto-bocca, perdendo un ulteriore 30% in composti polverosi.
Appena lo avrete in bocca, la mucosa, la lingua e le papille gustative si seccheranno e si ritireranno su loro stesse come limoni dimenticati in fondo al frigo.
A quel punto dovete iniziare a bere bere bere, ma non acqua (che fa reazione con la calce formando malta, riducendo così drasticamente le possibilità di sopravvivere all’assaggio).

Nota bene: durante tutto il procedimento NON dovete respirare, altrimenti i composti volatili vi finiranno nelle vie respiratorie condannandovi ad accessi di tosse a bocca piena e conseguenti sbuffi di polvere, se non direttamente all’asfissia.

Buon appetito!

la palugona

Annunci

3 thoughts on “La Palugona cinese

  1. Pingback: Un goloso cuore al… fagiolo | Potevo Studiare Francese

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...