Cose a caso/Cose che succedono quando non studi francese

Il divano

In casa mia, in salotto, c’è un divano. In realtà ci sono due divani, ma uno lo usiamo poco perché è della precedente coinquilina e quindi ci sentiamo in colpa e perché ogni volta che ti siedi, la fodera cade giù. Resta comunque un divano da usare. Grigio antracite e componibile, nel senso che ci sono due posti, più un pezzo più lungo su cui uno può stendersi e allungare le gambe. Perché ne parlo? Sto tentando di vendervelo? Assolutamente no, però il divano di casa mia mi ha fatto realizzare una triste verità:

io sono il coinquilino di merda.

Primo teorema del coinquilino di merda: se non ce l’hai, sei tu.

E visto che i miei coinquilini mi piacciono, sono coccolosi e carini, non mi resta che ammettere di essere io il terribile abitante dell’appartamento.

Il processo di consapevolezza dunque, dicevo, è partito dal divano. Avendo io a disposizione la camera più piccola, dove di fatto ci stanno due armadi posti uno di fronte all’altro, il letto e basta, mi trovo costretta a portare avanti attività, diverse dal scegliere cosa mettermi e dormire, in luoghi diversi dalla mia camera. Tipo guardare un film o leggere o fissare il vuoto o scrivere questo post. E allora vado in salotto. Fin qui tutto sembra ragionevole e normale; il problema viene dal fatto che uno dei miei coinquilini quando torna a casa e mi trova SEMPRE sul divano, nella stessa posizione, seduta allo stesso posto, il 99% delle volte di fronte al PC. Voi potreste non credermi, immaginandomi una balena di 120 chili che si nutre delle briciole che trova fra le pieghe del proprio grasso corporeo, oppure che abbia creato una conca ergonomica a forma delle mie chiappe sul secondo cuscino del divano e che quindi io non abbia nessuna altra ragion di essere altra, rispetto allo stare qui, ma vi assicuro che ho una vita, esco, mangio verdura, ho un lavoro, ogni tanto mi avventuro in altre zone della casa tipo la cucina e il bagno, e per dormire torno nella mia camera.

Oppure potreste non credermi, pensando che lo faccia apposta a stare dove sto, aspettando il coinquilino al varco e quando sento la serratura scattare, mi catapulti sul divano.

Eppure no. Io ci provo, solo che se torna a casa subito dopo il lavoro è troppo presto perché io stia già in cucina a prepararmi da mangiare, se torna a casa più tardi perché magari è uscito o è andato a giocare a tennis, ho già finito di cenare: in ogni caso sarò sul divano a usare il computer. L’unica speranza è che mi scappi da andare in bagno proprio in quel momento. L’alternativa è aspettare di sentire la serratura scattare e alzarmi e fingere noncuranza. Ci ho provato, ma non ha funzionato. O almeno, io mi sono sentita poco credibile.

Tutta questa agitazione, deriva dal fatto che io penso di sapere come si sente, perché il primo anno di università vivevo con una ragazza che non usciva MAI di casa, io quindi sapevo a priori che, anche fossi tornata a casa una domenica di maggio durante un festival in cui regalavano soldi, lei sarebbe stata lì. Allo stesso modo il coinquilino SA per certo che, non importa se torna a casa alle sei e mezza o alle undici, in ogni caso sarò sul divano con il viso verdino da riverbero di schermo del PC, in pigiama, probabilmente, e spettinata, come una vera disadattata che non ha una vita all’infuori dell’appartamento.

Un giorno forse entrerà in casa e non mi troverà seduta, allora impazzirà, caricherà il divano sull’ascensore, premerà un tasto a caso per scendere e, appena l’ascensore sarà in movimento, salterà. Oppure appiccherà un incendio in salotto.

TRANQUILLO CONTABILE DI PROVINCIA IMPAZZISCE: la coinquilina sospettata di aver stravolto la sua routine. (questo sarà il titolo dei giornali del giorno dopo. Immagino una foto grande con da una parte la sua faccia sorridente di quando ancora non mi conosceva, modello fototessera, e dall’altra io, nei miei peggiori momenti, in modo da suscitare l’indignazione dell’opinione pubblica).

E poi dovremmo comprare un nuovo divano.

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2 thoughts on “Il divano

  1. Pingback: Don’t try this at home! | Sgarbo

  2. non buttarti giù così…pensa se torna tra le sei e mezza e le undici e non ti trova neanche a casa…allora sì che avrà uno shock!!

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