Cose che succedono quando non studi francese

Titolo in fondo

Erano stati insieme 6 anni, si apprestavano a compiere insieme il settimo. Mancava un mese al settimo anno. Avevano iniziato a frequentarsi nel settembre del 2006, si erano fidanzati ufficialmente l’undici novembre di quattro anni dopo. Si era di ottobre 2013, un mese dopo avrebbero compiuto 7 anni insieme, di cui 3 da fidanzati in casa.

Ma le cose andavano avanti per lo più per inerzia. Non si erano ancora sposati per varie ragioni: economiche prima di tutto, e poi lui sembrava non volersi lasciare incastrare. Lei ci aveva provato per un po’, poi si era definita a lasciar perdere. Si consolava pensando: meglio fidanzati che niente. Forse preferiva una quiete vita di coppia esausta, al colpo di coda che avrebbe spazzato via 7 anni di investimenti.

Aveva teorie strane sulla gente che lui frequentava, sul posto dove viveva, da dove era venuto, su come suonava (lui portava avanti sperimentazioni musicali basate sulla variazione tonale di stessi suoni). Forse non ne era molto convinta neppure lei. Eppure in qualche modo funzionava. Ci avevano provato, a sposarsi, avevano portato avanti dei preparativi per un anno intero, erano vissuti in una stanzetta piccola tentando di risparmiare, lei aveva cercato lavoretti part-time per racimolare un po’ di soldini, però poi avevano accantonato tutto.

Da due anni lei era andata a vivere da lui, anche se si vedevano per lo più durante la settimana, poco nel weekend, raramente passavano la sera insieme guardando un film. Pochi messaggi, poche le telefonate. Era quasi come avere un fratello piuttosto che un amante. E non serviva a niente tentare di farlo ingelosire. E dire che c’era un bello spagnolo che continuava ad attirarla, tentando di convincerla a traslocare in Cile. Ma questo non lo smuoveva o spronava a fare qualcosa per tenersela più stretta. Anzi, si rendeva a volte più sgradevole, difficile da capire, sfuggente, lei ogni tanto si abbandonava alle lacrime da sola o urlandogli contro: “Ma che ci faccio qui? Ma perché ho scelto proprio te?”.

In amore vince chi fugge, si crede, ma lui richiedeva attenzione e una cura particolare. Se lei gli si dedicava anima e corpo, lui la ricompensava con una stretta e calorosa vicinanza. Con una presenza invisibile ma forte. Di colpo lei si sentiva come condotta per mano da una guida sapiente. E si sentiva al sicuro anche se lontana migliaia di chilometri da casa. Se lei invece si rifugiava nella compagnia di suoi pari, lui si allontanava sempre di più, vanificando i pochi sforzi finora fatti da lei, e aveva un modo particolare di punirla, tale che pareva che la stessa città e gente si compattasse contro di lei.

La storia d’amore di Amina e il cinese.

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