Viaggi

Corso di cittadinanza modello, ovvero come percorrere 55 volte la distanza Cuneo-Torino in una settimana. Seconda tappa

Seconda tappa: Honkong. Chilometri: 17. Totale: 1505.

Non pioveva ad Hongkong, e non ha piovuto per tutti e quattro i giorni in cui sono stata lì, un fenomeno che si verifica una volta ogni quindicimila anni quando i pianeti sono disposti a formare un dito medio. Per la prima volta poi avevo con me anche dei soldi per sopravvivere in questa città, nutrendomi di cibo vero e non solo di polvere, aria condizionata e acqua di mare. Ero talmente “ricca” che quando mi hanno detto: “riceverai il visto e l’investitura di Cavaliere dell’ordine di Comunista Cina solo allo scoccare delle undici di giovedì” (4 giorni dopo il mio arrivo), non ho dovuto vendere il mio corpo per estendere la mia permanenza in ostello. E sono anche automaticamente entrata nel mood “vacanze”. Mi sono addirittura comprata altre cose oltre al cibo. Davvero una volta ogni quindicimila anni.

Così ho visitato tre parchi, ovvero quello il Kowloon Park, che ha un percorso con sculture, e un laghetto con i fenicotteri (!!); l’Hongkong Park che ha una torre su cui si può salire e si vede il braccio di mare che taglia in due la città e una voliera dove, insieme ai tanti uccelli, ho visto anche un topo; e l’ultimo, l’Hongkong Zoological and Botanical Park dove c’erano delle gabbie con delle scimmie, dove ricordiamo con affetto l’orango arancione seduto come un grande Buddha beato, con tanto di tettine, e i lemuri di Madagascar. C’era anche un tentativo di rettilario, ma con solo due testuggini giganti. Mi aspettavo bestie letali. un museo gratuito, salita sul Victoria Park e percorso il Central-Mid Levels escalator. Il sistema di scala mobile esterna coperta più lungo al mondo. Un secondo mo’ppebbacco. Curiosità a proposito delle scale mobili di Hongkong. Un ragazzo architetto con cui ho girato la città mi ha fatto notare una dissimmetria nel percorso delle scale mobili, mi ha detto: “Appoggia la mano sul corrimano all’altezza del bacino e non muoverla, e vedrai”. Dopo pochi metri lungo le scale, ti ritrovi disteso con il braccio completamente teso in avanti. Evidentemente i gradini e il corrimano, anche se sono attaccati alla stessa cinghia di trasmissione, si muovono a velocità diverse. Vabbè, sembrava molto più interessante nella mia testa che non scritto.

Poi la vacanza è finita, sono tornata nella parte di Cina dove non parlano inglese e si vestono peggio. Pronta per spiccare il volo verso Pechino.

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