Italiani in Cina

L’inferno sulla terra, anzi… in acqua! (2 di 3)

ATTO II – In vasca!

Con mia piacevole sorpresa, scopro che la piscina è di quelle veramente professionali: ben 50 metri, non 25! “Proprio come le piscine olimpioniche”, penso…”Qui si fa sul serio, allora”!

Purtroppo le piacevoli sorprese saranno destinate a finire qui.

Delle 8 corsie originarie, scopro che solo 4 sono destinate a coloro i quali sanno già nuotare, perché il livello dell’acqua nelle altre 4 è stato parzialmente sopraelevato grazie all’aggiunta di una pedana, rendendole, di fatto, corsie destinate ai bambini o a nuotatori imberbi! Vabbè, mi arrangerò, penso…

Ora: ricordate il teorema della Cina pocanzi citato? Bene. Applicatelo alle 4 corsie della piscina dello Shanghai Indoor Stadium, applicate il relativo corollario (poiché la temperatura esterna superava i 30°) ed otterrete lo scenario che mi si parò dinanzi…L’INFERNO SULLA TERRA!! Anzi…nell’acqua in questo caso!!

Chi meglio di Dante può descrivere, quindi, la situazione. Parafrasando il canto XIV dell’ Inferno: “D’anime nude vidi molte gregge/che piangean tutte assai miseramente/e parea posta lor diversa legge. /Supin giacea in terra alcuna gente, /alcuna si sedea tutta raccolta, /e altra andava continüamente”.

In definitiva, un’orda di cinesi galleggianti! A malapena si intravedeva l’acqua: chi fluttuava placidamente, che bivaccava aggrappato alla corsia, chi “nuotava” (…e le virgolette non sono casuali…) alla velocità di un beduino ubriaco, chi praticava lo stile tragicamente detto “a cagnolino”, (ossia, tipico di chi non sa neanche quanti stili ci siano nel nuoto…), e poi, come se non bastasse: genitori che tentavano disperatamente di insegnare qualche movenza ai figli, signore anziane (lente per definizione), uomini obesi di mezza età, insomma…un campionario umano che più vario non si poteva!!

Inutile dirvi che nessuno nuotava nel vero senso della parola! Ma io, imperterrito, non mi perdo d’animo e decido di buttarmi nella mischia, pensando: “Ora che vedranno che finalmente c’è uno in corsia che sa nuotare, vedrai che pian piano si faranno da parte”! Mai previsione fu più sbagliata: entro in acqua e comincio a nuotare. Tempo tre bracciate e già tocco le caviglie del pachiderma che “nuotava” davanti a me (…e dire che gli avevo lasciato un margine di 15 metri prima di partire!). Tento di superarlo. Desisto. Perché in direzione opposta arrivano, assolutamente noncuranti del pericolo di scontrarsi con me, due cinesi lentissimi. Sono costretto a fermarmi a metà corsia, aspettando che passino per superare il pachiderma. Una volta passati, tento di nuovo il sorpasso, ma eccone arrivare un altro a dorso (che quindi non mi può vedere!). Decido allora per un colpo da maestro: supererò il pachiderma da sotto! Compiuta questa azione alla Mandrake, sguscio abilmente, riesco a lasciarmi quel caterpillar alle spalle e continuo (o almeno tento…) a nuotare. Altro gasteropode davanti! Dalla mia bocca cominciano a volare i santi. Miracolosamente riesco a superarlo senza collidere con nessun cinese proveniente dalla direzione opposta e realizzo che sono arrivato appena alla fine della prima vasca!

Faccio la virata e comincio la seconda vasca: stessa storia. Una distanza che normalmente avrei coperto in circa 35 secondi (ai tempi d’oro sotto i 30…), in questo caso la copro in 3 minuti fatti di sorpassi (quando ci riuscivo), fastidiosissimi stop (quando andava peggio!) e tanti santi che continuavano a volare dalla mia bocca!

Dopo due vasche mi fermo stremato. Non per la stanchezza, ma per l’esaurimento nervoso che una tale situazione aveva portato!

Condivido l’attesa con quella trentina di cinesi/mq che il teorema prevede e qui incomincia l’altro show: credevo che almeno in piscina i cinesi avrebbero avuto il buongusto di non sputare i loro disgustosi silacchi catarrici dopo la classica, succosa tirata di naso…Si, certo, per fortuna in acqua non sputano mica…ma a bordo vasca si! Ecco quindi che, mentre mi preparavo a ripartire, comincia il valzer degli sputi: il primo cinese poggia i gomiti a bordo vasca, si solleva un po’, parte il tipico rumore del risucchio di naso con corredo di rumore da scatarrata, prende la rincorsa e………SPUT! Parte un poderoso silacco con parabola arcuata che oltrepassa bordo vasca e raggiunge lo spazio dove tutti avevano lasciato le proprie ciabatte! Disgustato gli urlo improperi in lingua tarantina, ma lui, placido, si gira e ricomincia a nuotare. Ecco però che alla mia destra sento di nuovo l’inconfondibile rumore della tirata di naso! “No, un altro”! penso. Mi giro e………SPUT! Stavolta però la parabola non è sufficientemente arcuata per raggiungere le ciabatte e si ferma a bordo vasca. Il cinese ha la geniale idea, quindi, di buttarci sù un po’ di acqua…come se la cosa servisse a rendere pulito il tutto!

Disgustato da quanto visto, dopo aver scomodato altri santi e fatto tremare i pilastri del cielo, voglio dimenticare quanto visto e decido di ripartire.

Non voglio fare un copia e incolla di quanto scritto sopra, ma fate finta che l’abbia fatto: i passaggi della mia nuotata sono esattamente gli stessi! Decido allora di cambiare strategia: non scomodo più nessun santo, ma comincio a pregare il dio delle piscine…forse funzionerà,penso…

Non servirono a nulla neanche le preghiere: siccome al peggio non c’è mai fine, ad un certo punto intravedo a bordo vasca un ragazzo che poteva essere sulla trentina: per rispetto lo definirò un po’ corpulento…ma se fossimo stati in Italia costituirebbe da solo un capoluogo di provincia! Prego ad alta voce: “No, ti prego: Dio delle piscine, fa’ che almeno questa piaga non si abbatta all’interno di questa corsia! Non ti è bastato ciò che hai già inflitto a un povero nuotatore innocente?”.

Le mie preghiere non furono ascoltate.

Il capoluogo di provincia si mette la cuffia, inforca gli occhialini, lascia le ciabatte a bordo vasca e si piazza proprio in corrispondenza della mia corsia! Con le ultime forze continuo a pregare il Dio delle piscine, nella speranza che, forse, la preghiera precedente non fosse stata pronunciata correttamente. Per l’occasione scomodo anche Nettuno: “No, ti prego, fa’ che nella corsia accanto ci sia un suo amico di vecchia data che lo chiami all’ultimo momento e lo implori di raggiungerlo nell’altra corsia!

Anche Nettuno mi ignorò.

Il rumore come di un gavettone gigante ed un rimbombo sordo accompagnano il suo leggiadro ingresso in piscina, nella mia corsia, accompagnati dall’inevitabile effetto tsunami che un assemblato di chilogrammi di proporzioni così titaniche non può non causare: un’ondata ciclopica, con un rinculo che raggiunge anche il 50° metro della vasca!

Quella che doveva essere un’oretta di svago si trasformò in uno dei peggiori incubi che abbia vissuto. Decisi quindi che per quel giorno la bile accumulata poteva bastare e, dopo aver nominato anche gli ultimi santi dal calendario (tipo san Tiburzio o santa Efisia…) ed aver proferito fino all’ultima maledizione in dialetto tarantino, guadagno finalmente gli spogliatoi, sperando di porre fine all’incubo. Il fato però aveva deciso che quello che avevo subìto non era ancora abbastanza.

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