Cose che succedono quando non studi francese/Italiani in Cina

I weekend impegnati/2

Continua la mia visita ai luoghi di Shanghai. Come avevo scritto in un post precedente, avevo stilato una lista dei posti più interessanti. Bene. Non ne ho visitato neppure uno, ho preferito gite alternative.

Lunedì scorso per esempio, ho dato retta a un giornale che suggeriva 5 percorsi alla scoperta di una Shanghai “nascosta”. Ne ho seguito uno che presupponeva la scoperta di piccoli angoli di città vecchia nel cuore del centro. Ho visto un cancello di ferro battuto del 1926, un cinema dall’inconfondibile architettura fascista, poi mi sono persa. C’è stato un misunderstanding da barriera linguistica (evidentemente non so l’inglese bene come voglio far credere) e toponomastica, per cui non ho capito a che incrocio facesse riferimento l’articolo sul giornale quando diceva: “at the next T-junction turn right”. C’erano due possibilità, dovute al fatto che io non ero sicura se la “T-junction” si dovesse per forza sviluppare in questa direzione: ┳ , oppure se poteva anche presentare come una “T” rovesciata sul fianco, tipo così: ┣.

Ho provato entrambe le strade davanti a me, poi, non ritrovando i riferimenti riportati sul giornale, ho deciso di lasciar perdere, prendere la metro e tornare a casa.

A dirla tutta ho fatto prima una piccola deviazione alla volta del mio posticino da gelato preferito. Era tutto finito. Ho avuto la severa visione di uno scaffale di barattoli che prendeva il posto del bancone dei gelati. Evidentemente i nove gradi del marzo di Shanghai sono percepiti come proibitivi per un cono.

Poi la domenica prima di Pasqua sono stata ai Giardini Yu. I Giardini comprendono un’area antica, recintata da un muretto, nella quale si entra comprando un biglietto e che custodisce la residenza del principe Pan Yunduan, e una parte costruita recentemente che ripropone fedelmente le architetture cinesi antiche, e si compone di strutture e palazzi simili apagode nella quale si può entrare liberamente, passeggiare e fare shoppping.

Dall’alto della mia tircheria scozzese, avevo sempre e solo visitato la parte libera. La domenica invece mi sono concessa il lusso dei giardini “segreti”. Nonostante la fastidiosa e incessante pioggerellina, è stata una bella visita. Prima di tutto non era per nulla affollato, se si pensa che era domenica, poi gli alberi erano in buona parte tutti fioriti e in più era un angolino davvero ben conservato.

Il giardino si struttura secondo questo schema: un muro esterno che circonda l’intera area e poi quest’ultima che si suddivide in quadrati più piccoli (a loro volta recintati da muretti), con aperture che permettono il passaggio da un lotto all’altro. In ogni sezione si può trovare un padiglione e vasi con fiori (di solito magnolie di un rosa acceso), oppure alberi.

Una delle parti si chiama “giardino interno”   costituito da una laghetto circondato da un boschetto di bambù, vari alberi in fiore, un olmo dalle foglie rosse setose, un salice piangente, peschi in fiore e pini, che contrastavano con il resto della vegetazione per il grigio-verde delle loro foglie.

Il laghetto si poteva circumnavigare oppure attraversare camminando su un ponticello a pelo d’acqua.

Altri particolari da notare all’interno del giardino: le aperture per passare da una sezione all’altra che non erano mai squadrate, ma di forme irregolari richiamanti vasi o anfore e poi un albero, protetto da un recinto speciale, dato che ha 400 anni.

Cioè, era già lì quando è nato il Re Sole.

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One thought on “I weekend impegnati/2

  1. Quante belle e piccole isole felici che stai scoprendo man mano che ti giri intorno. Non solo metropoli ma anche angoli di storia e di pace.

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