Cose che succedono quando non studi francese

Due storie con le verdure

Sabato mi hanno tirato dei pomodori. Due. Sodi, per fortuna. E non perché mi sono intrattenuta in performances penose. Ma andiamo con ordine.

Sabato sono stata invitata a un compleanno un po’ diverso e originale. È iniziato alle dieci del mattino ed è finito per alcuni alle prime ore del pomeriggio, per altri è andato avanti fino a mezzanotte e oltre.
si trattava del compleanno di un ragazzo russo (Dimitri) che ha pensato bene di approfittare del clima marzolino e organizzare per il suo compleanno una grigliata in compagnia. L’organizzazione italiana ha solo da imparare da quella russa.

Il buon Dimitri infatti ha:

  1. cercato e trovato su internet un parco dove fosse possibile fare grigliate all’aperto.
  2. Messo insieme trenta persone, ognuna caricata a seconda della propria prestanza fisica di borse, borsoni, zaini, trolley contenenti cibo da cuocere e cibo pronto come patatine e biscotti da mangiare in attesa del cibo pronto, bevande, spezie, gelati (!), piatti bicchieri e posate di plastica, apribottiglie, carta stagnola, carbonella per il barbecue, accendini e fiammiferi.
  3. Fatto spostare queste trenta persone come un sol uomo attraverso la metropoli, orchestrandoci tra uno scambio di linee della metro, diciannove fermate, mezz’ora di camminata sotto il sole, carichi di roba, senza che nessun movimento di sommossa si creasse tra le linee, che hanno proceduto serrate e fedeli.
  4. Ha gligliato il cibo insieme a un altro ragazzo russo.
  5. Non ha dimenticato nulla.
  6. Lo ripeto, nel caso non fosse stato chiaro: NON HA DIMENTICATO NULLA.

Nemmeno che io e uno degli altri invitati siamo vegetariani, per cui, oltre ai cinque chili di alette di pollo, Dimitri si è anche fatto carico di svariate patate che ha cucinato al cartoccio, avvolte nell’alluminio e messe fra le braci, peperoni, insalata, pane, melanzane, zucchine e pomodori.

Poi il buon Dimitri, alle tre del pomeriggio era già ubriaco fradicio e  ha iniziato a tirare i pomodori. A me specialmente. Dopo il primo, che mi ha colpita su un braccio, con conseguente stupore, ho notato il secondo arrivare con crescente terrore e consapevolezza e ho avuto il sentore che lui, nonostante annebbiato, stesse effettivamente mirando verso di me; ho schivato il terzo facendomi scudo dietro a una ragazza. Gli ho poi intimato di mettere giù il peperone che aveva in mano.

A parte il lancio di verdure è stato un bel pomeriggio, faceva caldo e c’era il sole e mi sono bruciata le spalle.

Siamo poi tornati alla civiltà a scaglioni, io in metro con altre tre persone, mentre buona parte dei restanti si era abbandonata ai sogni sui prati.

 ffffff

Seconda storia.

L’uomo è un animale abitudinario, io mi ricordo di un compagno di classe durante la scuola superiore che seguiva sempre lo stesso tragitto per tornare a casa da scuola. Attraversava la strada sempre nello stesso punto, potendo scegliere tra due attraversamenti pedonali per tornare a casa, eleggeva sempre lo stesso. Sempre.

Io sto facendo la stessa cosa a Shanghai: seguo sempre gli stessi percorsi, vado pressochè sempre negli stessi posti. Ci sono anche alcune persone che ritrovo ciclicamente (il che è agghiacciante se si pensa che la città ha 23 milioni di abitanti).

Ho deciso di dire basta a tutto questo un mesetto fa (verso metà febbraio) e infatti ho scoperto una scorciatoia che porta da casa mia all’ufficio postale. E poi ieri ho sfidato lo Sconosciuto più assoluto: la Stradina Laterale che Sembrava Non Portare Da Nessuna Parte.

Sulla SLCSNPDNP invece  si affacciano: un’agenzia immobiliare, un negozio di latte e latticini, un convenient store, un albergo giallo-giallo-giallo, un ristorante e: un mercato coperto grandissimo con tantissimi banchetti di verdura, carne, frutta e cose che non comprerei mai (tipo sottaceti e salse varie). Io compravo della triste verdura al supermercato. Ora c’è il mercato sulla SLCSNPDNP!

Con la sempiterna e naturale convinzione di essere stata fregata sulle quantità, sui prezzi, sulla natura stessa degli ortaggi che ho comprato, ho fatto scorta di: patate (sospettosamente e sempre care…), pomodori (l’unica cosa che aveva il prezzo al chio indicato), un broccolo, un pezzo di zucca gigante, uno zucchino grosso e grasso, degli champignon, delle cipolle e poi, superata la fatidica soglia dei 20 yuan (2 euro e mezzo circa), ho ricevuto in dono un mazzetto di cipolline.

C’è chi si merita delle rose, chi delle cipolline.

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