Cose che succedono quando non studi francese/Stranieri in Cina

Vedo posti, vado in posti

Adesso è il momento, dopo un anno e più che vivo, di farvi sapere che razza di posti bazzico, perché mica passo i primi minuti ogni volta che vado da qualche parte a fare login su Foursquare come fa Massi.

Il primo di cui parlerò è un posto che assomiglia a un ostello della gioventù di quart’ordine, si chiama Perry’s. Era arancione, con delle stampe alle pareti che celebravano la gloria operaia. Dico “era” perché lo staff mette a disposizione pennarelli per lasciare traccia del proprio passaggio sulle pareti. Adesso è nero. In parte per l’affollamento delle scritte, in parte perché si sono sovrapposte, in parte perché alcuni hanno disegnato cose immense, colorandole di nero, alcuni hanno scritto anche sulle finestre. Questo conferisce una permanente ombra, anche a mezzogiorno. Se poi si aggiungono le lampadine avvolte da stoffa colorata e pesante, possiamo allargare il significato del modo di dire: “là, dove non batte il sole” anche al Perry’s

I tavoli sono di legno, incisi, bruciacchiati, violentati in ogni modo possibile, le panche pure, i cuscini sopra le panche sono calpestati, macchiati, bucherellati. Appena entri pensi: non siamo tanto giovani, ma facciamo ancora cose da giovani, ci sentiamo immortali e non contrarremmo malattie terribili solo sedendoci qui. Poi passata l’emozione iniziale pensi: non siamo tanto giovani, facciamo ancora cose da giovani, non siamo immortali e contrarremmo malattie terribili solo sedendoci qui. Però il bagno è “pulito”, ovvero più pulito di quanto uno si aspetterebbe e il lavandino ha l’acqua calda, il sapone e la carta per asciugarsi le mani!

La vicinanza a due campus universitari, il menù lunghissimo, i prezzi bassi e le offerte settimanali su cibo e bevande fa sì che questo posto sia sempre strapieno. Magari non di giorno, ma sicuramente dalle sette in poi. E poi c’è la musica. Di giorno ambience, mediorientale e un po’ indie. La sera più dance, e, sfidando la folla e gli angoli dei tavolini si può anche ballare.

Ultimamente ho notato l’assidua frequenza di due avventori: un signore anziano, che balla un sacco. E poi il serial killer scandinavo. Il SKS è un tipo biondo e pallido, alto e ben piazzato, che nel tempo libero, chissà, alleva coniglietti e paperelle, che però ha lo sguardo di ghiaccio e fa paura.

Un altro posto tremendo dove vado anche troppo spesso, si chiama Hollywood, una discoteca. Uno dei problemi di questo posto è che ci sono troppi italiani e francesi. Ma il più grande è la PR. Anche lei italiana, senza carisma, dalla voce fastidiosissima, che si sbatte per organizzare giochini il giovedì sera, che si risolvono in lei che urla nel microfono e tutti che la ignorano. All’Hollywood ho visto un tedesco con lo zainetto, il sosia di Ace Ventura e un metallaro, solo.

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One thought on “Vedo posti, vado in posti

  1. Pingback: Siamo un po’ tutti Newyorkesi | Potevo Studiare Francese

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