Cose che succedono quando non studi francese/Italiani in Cina

Dalla bassa padana col furgone

Ho un tubo della doccia nuovo, a quello che avevo prima è saltato via l’erogatore, in un momento in cui l’acqua era aperta, così che il tubo è schizzato come un serpente impazzito inondando il bagno. Inutili i tentativi dei soccorritori di riparare la doccia. Così sono ricorsa allo shopping online. E ricorsa all’aiuto di un cavaliere senza macchia e senza paura.

Apro una veloce parentesi per denunciare la complessità degli acquisti online in Cina. Bisogna andare in una filiale della Bank of China, pronunciare una preghiera al contrario e fare al tizio dello sportello la stretta di mano segreta della East Coast. E ottenere il generatore di codici automatici. Poi una volta scelto il prodotto da comprare ci sono un’infinità di passaggi, di pagine internet che si aprono, pin da inserire, non ultimo uno che ti inviano via sms! Questo vale per acquisti online di ogni genere, beni di consumo, biglietti aerei e vacanze. Oppure si evita il tutto e ci si affida ad amici adusi a queste pratiche di segretezza alfanumerica. Promettendo in cambio cibo, film Disney, scaricaggio a banda larga, unicorni. Io per esempio ho Massimiliano. Massi. Neri Marcorè. Neri Marcorè che imita se stesso.

Massi è di Brescia e ha l’incredibile abilità di trasporre il suo accento in tutte le lingue che parla. Abita nel dormitorio dove vivevo pure io l’anno scorso, al sesto piano, dove di solito non si ospitano studenti, ma famiglie, professori, impiegati dell’università, e per questo i suoi vicini di casa sono una famiglia, ed è per questo che è vittima di bullismo da parte della bambina posseduta, figlia della famiglia sua vicina. Questa bambina in sostanza urla. Urla per ottenere cose a tutte le ore del giorno. E visto che la famiglia sua vicina ha la buona e sana abitudine di tenere aperte le porte anche in pieno inverno i suoni si propagano.

Massi è perfettamente definibile come folkloristico. Tiene compagnia per il semplice fatto che non sta mai zitto, parla oppure ti risponde, e se ci sono momenti di silenzio li riempie cantando in italiano, in inglese, in francese, in cinese all’occorrenza, coreano, o dicendo cose random in giapponese, imitando due persone che vivono qui a Shanghai (una sua compagna nepalese e una pr italiana)over and over again. Fino a farti desiderare la solitudine delle vette inaccessibili dell’Aconcagua. Oppure la furia cieca della violenza contro di lui. Questo però lo rende un perfetto gadget da borsetta, per cui te lo porti dietro e lo mostri agli amici, lo fai parlare senza bisogno di tirargli il cordino dietro la schiena.

Oltre a soffrire di questa sindrome da horror vacui del suono, ha anche la tendenza a comportarsi da cinese, per cui ogni tanto si estranea giochicchiando con il cellulare, segnalando la sua posizione su Foursquare, chattando con persone su Wechat eccetera, rassicurandoci comunque della sua presenza continuando a canticchiare a mezza voce. Da bravo cinese ha poi adottato queste abitudini:

  • Aver speso un occhio della testa per un set da cerimonia del tè composto da tazzine lillipuziane, teierine, bollitore, pinzette per tenere le tazzine mentre si sciacquano con il primo infuso di tè e due angosciantissime statuette raffiguranti bambini tozzi e una rana…
  • Aver appestato la stanza con l’incenso, ma non da usare fine a se stesso, ma da mettere in un sofisticatissimo porta incenso a forma di dragone progettato in modo da far uscire il fumo dalla bocca del drago. Adesso la sua stanza “odora di tempio” (cit.).
  • Passare ore e ore davanti al pc a giocare a videogiochi di ruolo, di elfi e draghi, di emeriti sconosciuti che si picchiano per le strade di città malfamate. Ascolta anche musica di elfi e draghi, un genere che ho saputo chiamarsi “epic metal”.
  • Aver comprato un paio di guanti con dita magiche che ti permettono di continuare a usare lo schermo touch del cellulare, senza cedere le proprie dita al freddo polare.
  • Sperimentare combo alimentari come Nutella e crackers all’alga.
  • Essere avulso ad ogni contatto fisico, temendolo nel profondo.
  • Comprare cose online.
  • Cercare una sugar mama. Come le giovanissime cinesine a caccia di soldi cercano uno sugar daddy, ovvero un vecchino carico di soldi, di salute malferma e bisognoso di compagnia di giovani ragazzotte garrule, il nostro Massi è alla ricerca di una signora cinese bisognosa di un aitante ragazzo italiano. Una MILF dagli occhi a mandorla. Era quasi riuscito nel suo intento uscendo con una ragazza trentenne cinese per poi concludere con: ma è vecchia. Vani i nostri tentativi di spiegargli che la caratteristica principale delle sugar mame è di essere vecchie.

Per fortuna mantiene ancora salde radici italiane, facendosi spedire pacchi di generi alimentari italiani dalla mamma, talmente tante da farmi sentire in imbarazzo per lui. Risotti e creme di verdura in busta, cioccolato, infusi, Ciobar, mostarda, che nel mio immaginario era una salsina dal gusto provocantemente piccante, giallino, giallo mostarda appunto, invece ho scoperto che nelle terre a nord del Po, la mostarda è una cosa con la frutta.

Le sue radici italiane poi hanno fatto sì che anche lui cadesse nella trappola del teorema degli italiani in gruppo. Ovvero che mi avesse odiato appena mi aveva conosciuta, per poi decidere di darmi una possibilità, anche se all’inizio non faceva altro che chiedermi di continuo se fossi originaria di Napoli, magari sperando di cogliermi in fallo e farmi ammettere chissà che in un momento di scarsa attenzione. Poi per fortuna siamo passati ad argomenti più avvincenti. E adesso passiamo un sacco di tempo insieme fatto per lo più di:

  • Canticchiamenti in sincrono.
  • Recriminazioni. Da te fa sempre freddo, io ti offro il tè e tu invece mai niente, hai offerto la Nutella che ti avevo regalato ad altri??! Non mi hai invitato… questo significa che non siamo più amici? Eccetera.
  • Richieste assurde. Per esempio quella di scrivere il suo personale articolo per il mio blog, il dar voti alla cerimonia del tè, alla sua abilità di essere un ospite, alla musica che ascolta.
  • Minacce. Se ascolti questa musica non possiamo più essere amici, se compri questa cosa non possiamo più essere amici, se non sai questa cosa non possiamo più essere amici.
  • Autocelebrazioni. Quindi adesso grazie a me hai almeno un amico italiano? Quindi adesso grazie a me hai di nuovo potuto assaggiare i risotti in busta Knorr. Quindi adesso grazie a me non hai passato il pomeriggio da sola.
  • Piagnucolii.
Annunci

5 thoughts on “Dalla bassa padana col furgone

  1. Pingback: Il teorema del Serial Killer Scandinavo (SKS) | Potevo Studiare Francese

  2. Pingback: Maria Cicletta | Potevo Studiare Francese

  3. Ciao 🙂 navigando nel web alla ricerca di informazioni su Shanghai mi sono imbattuta nel tuo blog…davvero interessante ^^ per lavoro dovrò trasferirmi proprio a Shanghai per un periodo di sei mesi e sto cercando di reperire più informazioni possibili per non andare alla “cieca” dall’altro capo del mondo..! Com’è vivere lì per un’italiana?

  4. cazzo ma è Massi… è lui… sembra di averlo qua davanti… ahahahaha… Massi quando torni in Italia, al Nord del Po, Fausto vuole assolutamente vedere il porta incenso a forma di drago e soprattutto vuole prendere il tè insieme a te nelle tazze lillipuziane… ahahaaha Massi è… ti fai riconoscere ovunque… un bacio… anna e fausto (BS)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...