Cose che succedono quando non studi francese/Italiani in Cina

I cinesi ci guardano, anzi, ci fissano con intensità e poi ci lanciano maledizioni.

Agata sicula è. Ma questo però non le impedisce di avere gli occhi azzurri e i capelli biondi, usare altre forme verbali oltre al passato remoto, essere completamente inetta in cucina, con buona pace dello stereotipo della donna del sud con grembiule, pasta tra i capelli, baffi. Però è pelosa, e forse adesso non saremo più amiche.

È lei che nel lontano aprile 2012 mi attaccò, mentre stavo incantando le folle con la storia del pesce secco sotto al divano. Mi ha invitata a un concerto dei Subsonica, quei gruppi che ascolti solo quando sei all’estero. Durante quella prima uscita abbiamo esposto la teoria degli italiani in gruppo* e io le ho raccontato qualcosa di terribile a che fare con lo smalto per unghie. Poi per un po’ ci siamo girate attorno con circospezione da cerbiatto braccato, ci siamo postate foto di tette su Facebook, per poi proclamare il nostro amore al mondo.

Agata è abbastanza normale, ma per fortuna dopo qualche tempo ho scoperto le turbe che la scuotono e spiegano perché sia mia amica.

In presenza di Agata non si possono far ruotare gli oggetti sul loro asse. Se le tazzine hanno il manico a destra non puoi bere e poi mettere la tazzina con il manico a sinistra, in realtà puoi, ma lei interverrebbe comunque per riportare il manico nella posizione iniziale. Se il menù arriva al tavolo girato con la prima pagina verso l’alto, non si può consultare e poi lasciare con l’ultima pagina verso l’alto. Eccetera. Mi ha anche spiegato il perché fa questa cosa, c’entrava una nonna, degli angeli o potenze spirituali, una cosa che non mi ricordo molto bene. Oppure è semplicemente pazza.

E poi sta ancora tentando di capire la Cina e fare amicizie cinesi, invece di darsi vinta come faccio io. E i cinesi la ripagano in questo modo (L’”io” che racconta la storia è il suo):

Qualche giorno fa ero riuscita a sincronizzarmi con l’Italia e incontrare la mia amica su Skype, però la Cina, che mi vuole male, ha fatto sì che internet a casa mia non funzionasse, così ho detto alla mia amica di aspettare una ventina di minuti, che l’avrei richiamata sfruttando il Wifi di Starbuck’s.

Vado al mio Starbuck’s preferito e mi siedo a un tavolino e vedo una cinese a qualche tavolo di distanza che mi fissa e mi fa un sorrisone plastico a trentadue denti, a cui io rispondo imbarazzata con un accenno di sorriso.

A un certo punto si liberano dei posti vicino alla vetrina allora decido di spostarmi e dopo un po’ la cinese di prima arriva e mi chiede a gesti se può mettersi vicino a me, non me lo dice in inglese, anzi, ero sicura che non lo parlasse dato che non ha neanche provato a pronunciare una parola. Si sistema vicino a me e inizia a fissarmi. Io ero sempre più imbarazzata dalla sua presenza, ma non dico niente. Nel momento in cui allungo la mano per prendere la mia tazza di caffè la sfioro, al che lei salta su e esclama, in perfetto inglese: “Mi hai toccata!”, io mi scuso, neanche troppo sicura che debba scusarmi dato che non le avevo fatto male sicuramente e l’avevo solo appena sfiorata, ma mi scuso. Lei continua a insistere sul fatto che l’abbia toccata, finchè a un certo punto, mossa a compassione mi benedice con il proprio supremo perdono. L’ho toccata, sacrilegio, ma lei è più in alto di tutti, mi perdona.

A un certo punto sento che ha iniziato a mormorare qualcosa, anche questa volta in inglese. Mi concentro su quello che sta dicendo e la sento distintamente pronunciare cose come: bruciare all’inferno, peccato, serpenti e terribili maledizioni per poi concludere con un lapidario: Schifosa lesbica”.

*IL TEOREMA DEGLI ITALIANI IN GRUPPO.

Quando si è all’estero si tenta sempre di evitare come la peste gli italiani. Sbuffando e sospirando: “Fffff… italiani all’estero….”. Questo però non ti impedisce di uscire con altri italiani se sei italiano, ti porta semplicemente a essere insofferente verso i gruppi di italiani che non ti comprendono e che si muovono in branco in numero maggiore di cinque. Sembrerà impossibile ma le ragazze sembrano delle incredibili stronze e i ragazzi ti guardano dall’alto in basso, e capita loro un altro fenomeno, che spiegherò in un altro post perché mi è venuto in mente solo adesso, che potremmo sintetizzare con: chi disprezza compra.

CONTINUA….

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2 thoughts on “I cinesi ci guardano, anzi, ci fissano con intensità e poi ci lanciano maledizioni.

  1. I do not know if it’s just me or if perhaps everyone else encountering problems with your blog. It appears like some of the text in your posts are running off the screen. Can someone else please comment and let me know if this is happening to them as well? This may be a issue with my internet browser because I’ve
    had this happen previously. Appreciate it

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