Cose che succedono quando non studi francese/Italiani in Cina

Primi segni di vecchiaia incipiente

Titolo dell’articolo mutuato da qui.

Quando il 12 di settembre io e Cina compiremo un anno, dovrò fare la tara dei quattro giorni che ho passato a Hong Kong, giorni in cui più che mai ho scoperto quanto sono vecchia.

SI STA BENE SOLO A CASA
A parte il fatto che quando lascio Shanghai succedono cose terribili, (andare a recuperare un permesso in un capannone lungo una superstrada e valigie smarrite a Lhasa — viaggio in Tibet; rischio di perdere il treno sia all’ andata sia al ritorno — viaggio a Pechino; tifone e conseguente ritardo di 5 ore — viaggio a Hong Kong) si verifica anche il seguente fenomeno: non vedo l’ora di tornare al sicuro, a Shanghai. Sarà che la mia pensione minima mi permette di alloggiare soltanto in posti che puzzano di piedi, sarà che dopo due giorni ho bisogno di una doccia vera, in ogni caso voglio tornare a casa.

NON CI SONO PIÙ LE MEZZE STAGIONI
Su quattro giorni passati a Hong Kong, ha piovuto 4 giorni, notti comprese, deliziandoci con diverse intensità e direzioni, più combo pioggia+vento. Hong Kong, Macao, Shenzhen, Guanzhou, tutte frustate dalla pioggia, tutte città costruite sulla linea del tropico. Spostatele più su no?

UNA VOLTA CON MILLE LIRE COMPRAVO UN CHILO DI PANE, UN LITRO DI LATTE E MI AVANZAVANO GLI SPICCIOLI PER PRENDERE LA CORRIERA
Hong Kong è carissima, questo me lo ricordavo. Quello che non ricordavo erano le proporzioni di quanto è cara. Quando ho preso la metro per attraversare la città (una quindicina di fermate circa) e ho visto il prezzo del biglietto, (45,5 dollari di Hong Kong, pari a 40 Yuan circa, 4,8 Euro) volevo piangere. A Shanghai se si va da un punto estremo a un altro punto estremo della città si spendono al massimo 9 Yuan. Con 4o Yuan faccio la spesa per un paio di giorni. E mi avanzano gli spiccioli per la corriera.

MI FANNO MALE LE GAMBE


A Hong Kong ho anche sofferto il freddo. Questo perchè se fuori ci sono 28 gradi, dentro (e con dentro intendo qualsiasi posto chiuso, anche, per fare un esempio, l’ascensore per disabili che porta dal piano della strada all’imbocco del ponte pedonale per l’attraversamento…) ce ne sono 15. Io, che mi ero portata solo vestitini prendisole, non avevo preso in considerazione questa eventualità. Se poi aggiungiamo che la tenuta anti pioggia erano infradito di gomma e piedi umidicci…

O TEMPORA, O MORES, O ANCHE: I GIOVANI D’OGGI
Bisogna riconoscere che a Hong Kong sono tutti molto educati. Non sputano, non ti spintonano, non suonano mai il clacson, non cercano di investirti per il solo semplice fatto che loro sono in macchina e tu no, non fanno rumore mentre mangiano risucchiando tutto il risucchiabile (brodo, spaghetti, riso, bistecche, giuro che ho visto persone aspirare la bistecca invece che metterla in bocca e masticarla), non masticano con la bocca aperta. Tutte cose che capitano in Cina e che poi, quando si ritorna nel mondo civilizzato, ti stupiscono per la loro assenza. Poi a Hong Kong ti aiutano, per esempio quando chiedi indicazioni, ma pure quando non le chiedi, come per esempio la signora che mi ha visto con la cartina aperta che si è offerta di indicarmi la strada giusta. Oppure la signora al supermercato che mi ha accompagnata fino allo scaffale delle cose che stavo cercando.
I cinesi invece? Ecco le loro principali reazioni: ti avvicini esordendo in inglese con uno “Scusi”: sorriso imbarazzato e fuga. Ti avvicini esordendo in cinese con uno “Scusi”: fuga (senza sorriso); ti fissano un punto tra i capelli oppure il vuoto immediatamente dietro di te e poi quando hai finito ti dicono :”Non ho capito” e se ne vanno (ma se sto parlando la tua lingua!?); ti ignorano; ti dicono che non lo sanno, o ancora, la più pericolosa, ti indicano una direzione random. Invece, se ti rispondono, lo fanno parlando velocissimo, e per esempio al supermercato, agitando a caso la mano in una direzione qualsiasi.

UNA VOLTA QUI ERA TUTTA CAMPAGNA
Una cosa buona di Hong Kong è che, a poche fermate di metropolitana dal centro, la civiltà finisce e inizia la foresta pluviale. Roba da remake di Lost!

GUARDA CHE BRUTTA FACCIA QUELLO LÀ
La senilità, si sa, porta con sé una maggiore difficoltà ad essere aperti nei confronti di culture diverse dalla nostra. Io per esempio ho sviluppato un’antipatia nei confronti dei movimenti secessionistici in generale già da quando ero andata a Barcellona e Maiorca. Perché vi ostinate a parlare catalano o addirittura maiorchino?  E voi, perché non parlate cinese mandarino? Per esempio sulla metropolitana, quando la voce registrata dice di allontanarsi dalle porte, in cantonese suona più o meno così: CINGHECHENMECEMOU. Capite da soli che non si può prendere sul serio…

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One thought on “Primi segni di vecchiaia incipiente

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