Cose che succedono quando non studi francese

La storia del micio che viveva nello spazio/3

(Per chi se lo fosse perso, continua da qui e qui)

Il lettore di pensiero animale non era soltanto in grado di far comunicare gli uomini con gli animali, ma poteva anche permettere ad animali di specie diverse di intendersi.

Fu così che il micio scoprì che anche il cane dei vicini soffriva del suo stesso incubo, che si sentiva piccolo e indifeso e sentiva che veniva sollevato da qualcosa di molto grande e molto forte. Poi anche la tartaruga che viveva in fondo alla strada, e il coniglietto che viveva di fronte. E le bestiole ne parlavano ormai da qualche giorno, quando i padroni iniziarono a chiedersi il perché di quelle frequenti riunioni tra animali domestici. E orecchiarono le conversazioni, iniziarono anche loro a ritrovarsi e a discutere, con l’unica differenza che sapevano dare una spiegazione a questi incubi.

Perché hanno flash ricorrenti del loro passato terrestre? Pensavano agitati. Non dovrebbe succedere, non sono stati progettati per avere ricordi precedenti al loro arrivo su questo pianeta… pensavano confusi. Ma soprattutto, si chiedevano, cosa facciamo? Una signora grassa pensò scocciata che, come minimo dovevano lamentarsi con il servizio che faceva recapitare lassù i cuccioli. Ma i fattorini non hanno niente a che fare con il laboratorio che li alleva! Spiegò paziente l’inventore.

Il medico che viveva in fondo alla strada, quello che aveva regalato al figlio la tartaruga, avanzò un timido: dovremmo andare sulla Terra a lamentarci direttamente con i tecnici veterinari…

Ma chi era disposto a lasciare la comoda vita sul nuovo pianeta per affrontare il lungo viaggio? Chi avrebbe mollato carriera e famiglia per un viaggio interspaziale, lungo, logorante e sicuramente pericoloso? Senza contare che come minimo ci sarebbe voluta almeno una decina d’anni tra l’andata e il ritorno. Inoltre nessuno di loro aveva una benchè minima idea di come raggiungere la Terra, per non parlare poi del posto in cui allevavano i cuccioli in previsione del loro futuro spaziale. Sarebbe stata come cercare un ago in un pagliaio. No, era fuori questione.

Ma i miei animali domestici stanno diventando inquieti, pensò una signora che aveva tre cani e un numero imprecisato di canarini, uno dei miei cani ieri mi ha direttamente chiesto se sapevo spiegargli il significato dell’incubo che lo perseguita.

E tu cosa gli hai pensato? Chiesero concitati tutti i vicini. Beh, ho preso del tempo, gli ho detto che forse era rimasto impressionato da qualche cosa vista o sentita per caso, che non doveva preoccuparsi, ma non ha funzionato, mi sono accorta che non era soddisfatto dalla spiegazione…

Mentre gli uomini non facevano altro che ritrovarsi a pensare, senza formulare nulla di nuovo, gli animali avevano deciso di tirare a sorte chi tra loro dovesse recarsi dai propri padroni e insistere finchè non avesse ricevuto una teoria soddisfacente. La sorte toccò il micio.

 

Il micio lasciò passare una settimana, senza dare segni di agitazione notturna, tanto che quando sorprese l’inventore con la domanda: “Che senso hanno i sogni che stiamo facendo noi animali domestici?” questi si spaventò per l’inaspettato pensiero che lo colpì. Guardando negli occhi il suo animale pensò che era giunto il momento che gli mostrasse una certa cosa, e si avviò verso il suo studio alla ricerca di una mappa interstellare. Questo è dove siamo noi, pensò, indicando un puntino in alto a destra del foglio. E questo è dove qualcuno dovrebbe andare a scoprire cosa sta succedendo, pensò, spiegando la mappa, che divenne due, quattro e poi otto volte più grande di com’era prima, e che scoprì uno sfondo blu notte, interrotto da nove puntini in fila, sistemati a una certa distanza tra di loro, e che puntavano verso una sorta di stella. Sembrano le briciole di pane che restano sul tavolo dopo mangiato, pensò il gatto. Che cos’ha a che fare tutto ciò con i sogni.

L’inventore si sedette guardando paziente il suo micio negli occhi e gli pensò: “sarà molto difficile per te capirlo, a differenza di noi nati qui, per voi animali non siamo ancora riusciti a trovare un modo per farvi procreare lontani da questo puntino” e indicò il terzo puntino della fila, “per cui, chi vuole un animale domestico è obbligato a mettersi in contatto con delle persone che vivono laggiù, che si impegnano a recapitarvi fin qui”.

Il micio non aveva tuttavia ancora chiaro il significato dei sogni, e l’inventore proseguì: “Per un breve lasso di tempo, dalla vostra nascita a poche settimane di vita prima di essere spediti qui, la vostra vita su quel pianetino laggiù è diversa da quella qui, non chiedermi come, so solo che arrivate qui con l’equipaggiamento adatto a sopravvivere in questo ambiente diverso a quello dove siete nati” fece una pausa poi proseguì: “l’unica spiegazione plausibile è che i sogni che state facendo sono dei flashback del vostro passato su quel pianeta laggiù, il problema è che il certificato che vi accompagna, quello che porta indicato le caratteristiche di ognuno di voi animali, garantisce anche che in nessun caso si dovrebbe ripresentare un ricordo legato alle prime settimane di vita. Ed è per questo che stiamo pensando che uno di noi dovrebbe andare a lamentarsi con il centro che vi spedisce fin qui.”

E chi ci andrà?” pensò il gatto.

Su questo dobbiamo ancora discutere, pensò quasi tra sé e sé l’inventore. Sembrano due punti molto vicini sulla mappa, ma in realtà ci vuole molto tempo per andare da uno all’altro, e nessuno di noi vuole abbandonare la propria famiglia e attraversare lo spazio.

 

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