Cose a caso/Cose che succedono quando non studi francese

Chi si ferma è in ritardo

Scrivo questo post, probabilmente attirandomi addosso l’odio dei più.

Odio i ritartadari cronici. Principalmente perché mi sembrano persone che mancano di rispetto a chi non è ritardatario, e come scriveva l’autore di questo blog, non è concebile che si debbano sempre assecondare. Dato che ci metterei troppo a ritrovare l’articolo che aveva scritto lui, riassumo brevemente il suo punto di vista: diceva che aveva partecipato a un incontro, fissato per una data ora. All’ora stabilita chi doveva tenere il discorso di apertura annuncia che si sarebbe aspettata una mezz’ora circa prima di iniziare l’evento, “per dare modo ai ritardatari di arrivare”. E l’autore del blog, giustamente, si chiedeva: e tutti quelli che sono arrivati in orario, scusa? Dobbiamo penalizzare chi è nel giusto per un gruppo di persone che non sa gestire il proprio tempo? Io aggiungerei, cinque minuti, dieci, di attesa motivata si possono concedere, c’è chi è penalizzato perché magari dipende da mezzi pubblici per arrivare, però condivido il suo disagio nei confronti di una società che tollera fin troppo, a mio avviso.
Penso davvero che ultimamente si pensi all’essere in ritardo come qualcosa di ovvio e naturale, come pensare che si stava meglio prima dell’euro, del fatto che non ci sono più le mezze stagioni e che dove si fermano i camionisti si mangia bene. Ecco, no. Essere in ritardo non deve e non può diventare un luogo comune, qualcosa sulla quale ci si rilassa e ci si lascia andare “perchè diversamente non può essere”. Io non ci sto.

Sono e sono stata anch’io in balia di mezzi pubblici come unico mezzo alternativo alle gambe per spostarmi in grandi città, per cui posso capire che si arrivi in ritardo, a volte, ma non per questo scuso i ritardatari cronici, quelli che partono in ritardo, dalla mattina, probabilmente. Non nego che mi piacerebbe monitorarli per capire esattamente quando succede che il ritardo si accumula. Ovvero: se capita di vedersi spesso, e tu arrivi sempre immancabilmente con almeno mezz’ora di ritardo, ecco, io vorrei sapere, quella mezz’ora di ritardo quando, dove e come l’hai maturata. Sul serio. Perché io sono riuscita a: nutrirmi, portare a spasso il cane, spedire una lettera minatoria a un giornale di estrema destra, firmare una petizione contro i cetrioli nell’insalata e presentarmi all’appuntamento e tu no? Forse il tuo tempo ha più valore del mio per cui non puoi concedermene troppo?
Un mio amico, ritardatario cronico (contro il quale ho iniziato a prendere misure estreme, tipo dire che sono a 2 fermate di metro da casa sua quando sono ancora in pigiama nella mia stanza, ma non è ancora abbastanza), mi ha detto, tra il serio e lo scherzoso: le persone importanti si fanno sempre aspettare! Al che io gli ho risposto: “sì, una serie di volte, poi i loro sottoposti si scocciano e loro smettono di essere importanti, e diventano semplicemente irrispettose”.

Una serie di eventi che mi ha fatto innervosire, tanto per cambiare, riguarda le cilene. Vabbè, scema anche io che penso che i sudamericani possono essere puntuali, però. Se ti dico che ci vediamo alle otto per cenare, che aspetto un tuo cenno, va bene se mi chiami alle otto e mezza, non muore nessuno. Però le cose sono diverse se l’incontro ha un peso e un’importanza diversa. Se io ti dico che alle undici, tassativamente, dobbiamo uscire, perché non si tratta di un pranzo tra di noi, ma di un incontro con altre persone che saranno sicuramente puntuali, non puoi, semplicemente non puoi farti la doccia alle undici e un quarto. Perché ci dovevi pensare prima.
Per cui è ovvio che a me vengono gli istinti omicidi passando davanti alla tua porta e sentendo il phon in funzione. E se poi busso dicendo che siamo in ritardo, e tu mi rispondi candidamente: ”Sto finendo di prepararmi”, ti sbrighi, no? Non mi fai aspettare altri 15 minuti. Sei già in ritardo, busso alla tua porta due volte, per cui un minimo di buon senso suggerirebbe di sbrigarsi. Anche in questi momenti mi piacerebbe avere la vista a raggi x per vedere cosa sta succedendo nella tana degli orrori. Quanto ci metti a vestirti? Lo fai tutti i giorni, per cui è un’attività familiare, suppongo. A maggior ragione se ti ho messo fretta due volte.

Adesso vado, mezz’ora fa avevo un appuntamento con un capo di Stato.

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5 thoughts on “Chi si ferma è in ritardo

  1. Tu odi i cani, non è possibile che ne porti a spasso uno mentre aspetti la gente! E by the way, non vincerai mai contro i cetrioli nell’insalata perché sono troppo awesome.

  2. la cosa più bella di questo post sono i tag, Amins. Volevo scrivertelo qualche ora fa, quando ho letto l’articolo ma, non so come, ho fatto ritardo e ti scrivo solo ora.
    Probabilmente sarò l’unica persona a cui piace questo post, quindi ho pensato fosse meglio farti notare la mia comprensione e il mio appoggio incondizionato.. 😀 😀 😀 mi manchi scema!!

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