Cose che succedono quando non studi francese

Capodanni, compleanni, cineserie e cincillà. Parte prima: il precedente anno del coniglio

Ho un po’ trascurato il blog questa settimana, e non perché avessi da fare, anzi. Non ho fatto una beata mazza. Sono in vacanza da scuola (fino al 18 febbraio, e poi dicono che in Cina si studia davvero, mah…) e sono pure in vacanza dal mio lavoretto. Mi sono presa del tempo per fare cose, tipo vivere.

Nel precedente anno del coniglio il dormitorio è stato protagonista di un fuggi fuggi generale, per cui al primo piano siamo rimasti io, Cecilia, Sui Lan, Kyu (coreano sempre in infradito) e lui. Questo limita solo la vita sociale mia e delle cilene, visto che Kyu non ha le scarpe e non può uscire e lui non fa vita sociale, o almeno non con noi non-sovietici. A questo proposito, sempre nel precedente anno del coniglio mi ero ingegnata per conoscere gente. Tramite il centro per cui lavoro, ho conosciuto due ragazze cinesi, un ragazzo cinese e un americanone grande e grosso che studia dove lavoro io.
Era un delicato sabato di gennaio (non è vero, pioveva e faceva freddo), quando si è organizzato uno scambio linguistico al quale hanno partecipato le persone elencate sopra, più me, una cinese noiosa e un francese uscito da un romanzo di Dumas (padre o figlio, è indifferente).

L’obiettivo era parlare dieci minuti in inglese, dieci minuti in cinese, a coppie, e poi scambiarsi i partner. Il mio primo partner era la cinese noiosa. Abbiamo iniziato con l’inglese e io continuavo a farle domande a cui lei rispondeva in modo super sintetico, se non addirittura con un solo cenno del capo, senza guardarmi, ma fissando il vuoto davanti a sè. A un certo punto ho smesso di parlarle e lei ha continuato a fissare il vuoto per poi girarsi e farmi un sorriso. Con gli altri cinesi è andata meglio, tanto che poi ho continuato a uscire con loro gli scorsi giorni, ma ci arriveremo.

Il clou della noiosaggine e dell’incapcità di vivere, la cinesina l’ha raggiunto quando, alla fine, abbiamo deciso di prendere parte a un giochino scemo: ognuno di noi doveva scrivere su un foglietto un’azione o un nome, si estreva a turno il “mimo” che pescava un foglietto e doveva mimare quello che c’era scritto su, per fare in modo che gli altri indovinassero. Ecco. Lei ha pescato la bellezza di tre foglietti aprendoli e facendoci vedere la parola dicendo: questo come si mima? Ti prego, sparati…

Alla fine di tutto ciò l’americanone gigante ha proposto di prendere qualcosa da bere insieme e siamo andati io, lui, Rose (nome inglese della cinese [n.i.d.c.] che lavora come professoressa nel centro), Irene (n.i.d.c. che non ricordo che cosa faccia nella vita), e Bruce (n.i.d.c. che lavora nel dipartimento IT di un’azienda, sì, THE NEARDEST in the universe).

Da questa allegra compagnia ho appreso le seguenti cose: le due cinesine non sono mai andate in un pub nella loro intera esistenza (24 e 27 anni), per il semplice motivo per cui pensano che sia un posto pericoloso. Non so in base a cosa. Rose vuole un fidanzato straniero a tutti i costi, me l’ha confessato martedì, mentre eravamo in giro insieme, mi ha agguantato il braccio e mi ha chiesto se poteva chiedermi un favore segreto e io già me lo sentivo che sarebbe stato qualcosa del genere. Ha usato esattamente la parola: foreign boyfriend. Ecco. Dovrò dirle che quando le presenterò qualcuno non si rivolga a lui con queste parole fin dall’inizio… e si è anche raccomandata che sia un bravo ragazzo. Vedremo. Forse ho il gancio per un americano rapper grassoccio.

Irene, dopo aver studiato una cosa secondo me fighissima, ovvero garden design, lavora per qualcosa legato alla biologia, mi pare di aver capito e di ricordare. Fatto sta che, appunto, vive con i genitori, ha un ragazzo che non vede mai perché lavora (lui) sette giorni su sette (O.o), e non esce la sera. E non ha fatto mai viaggi in giro né per la Cina, né tantomeno per il mondo. Perchè, vi chiederete voi? Per il solito motivo che è pericoloso e che i suoi non la lasciano. Non so, stavo pensando come può vedere una ragazza come lei una sua coetanea, io, in Cina da sola. Come si può sentire. In ogni caso si è meravigliata quando le ho detto che andrò in Tibet, suggerendo un timido: ma non sarà pericoloso? Certo! Ma è pericoloso anche uscire dalla vasca e appoggiare il piede nudo e bagnato su una piastrella!

Bruce invece non è stato loquace, ma ha detto che ogni fine settimana va alla biblioteca centrale di Shanghai (a un tiro di schioppo da qui) e si mette a leggere. Cose di lavoro o svago. Mi sono subito prenotata e così sabato scorso sono andata in biblioteca con lui. Breve excursus: i cinesi, nella definizione di fidanzato e fidanzata includono anche, anzi, spesso e volentieri, due persone del sesso opposto che fanno cose insieme, senza necessariamente tenersi la mano o fare i pucciosi, perché vige ancora una separazione dei sessi ancora abbastanza marcata, per cui non è frequente per le ragazze avere amici maschi e viceversa. Da qui, io adesso quando parlo di Bruce lo chiamo: il mio fidanzatino cinese.

Il sabato in biblioteca è stato abbastanza strano: ci siamo incontrati un paio di isolati prima della biblioteca e mentre andavamo in là io tentavo di fare conversazione. Niente: alle domande mie seguiva una sintetica risposta e poi il silenzio. Debilitante. Siamo arrivati e ci siamo installati in una sala con i giornali, al primo piano. Ci siamo messi di fianco a un tavolo e abbiamo letto. Per due ore e mezza, senza parlarci. Se non: vado un attimo al bagno (io) e: vado un attimo al bagno (lui). Io ho fatto l’”errore” di portarmi un libro in inglese scritto da una coppia di reporter che ha vissuto in Cina per più di vent’anni e parla delle contestazioni degli anni ’80 e ’90 e condanna la corruzione del governo e altre goloserie assortite. Bruce mi ha chiesto di vederlo e poi, quando siamo usciti dalla biblioteca mi ha detto: il tuo libro ha molte cose proibite, lo sai? E io ho risposto un timido sì e volevo aggiungere anche: ti prego non denunciarmi!

Lunedì poi mi arriva un suo messaggio in cui mi parla di un libro che ha trovato e che mi vuole far vedere e conclude il messaggio con: sorry, next time I will be more quiet. Scusa??!!!?

Nel precedente anno del coniglio mi sono anche affermata come cuoca ufficiale a casa di amici americani John e Miles. Che vivono in una casa lontanissima da qui, molto più a est rispetto a me, dall’altra parte del fiume di Shanghai, in un quartiere che si chiama Pudong (nome che significa est del fiume Pu, in contrapposizione con la zona di città dove vivo io, chiamata generalmente Puxi, cioè a ovest del fiume Pu, il che mi fa pensare che anche Torino si potrebbe dividere in Podong e Poxi…..).
Fatto sta che io mi diverto sempre a dire che abitano vicino al bordo del mondo e che dalla finestra del loro appartamento si possono vedere i velieri che cadono nel vuoto, quando non è vero, si ha una vista bellissima su i grattacieli fighi di Shanghai, il Pearl Tower e quello fatto ad apribottiglia.

TO BE CONTINUED….

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