Cinesi/Cose che succedono quando non studi francese

Giorni di ordinaria (sub)vita/2

Stasera mi hanno invitata a due eventi mondani, e so che la scelta che farò non sarà condivisa dai più.

Breve excursus per presentare gli “invitanti”: Simon, ragazzo cileno che ho incontrato un giorno a scuola, e ho approcciato con: ho sentito che parli spagnolo! Di dove sei? (Mi sento sempre molto cinese, dato che loro ti approcciano in ogni caso, nella speranza di parlare inglese)

Yu Lei: ragazzo cinese amico del nostro amico inglese (su cui torneremo fra qualche riga).

Simon mi incrocia martedì per caso all’entrata della metro e mi dice che questo sabato ci sarà una festa di cileni, se voglio partecipare, che lo dica anche alle mie due amiche. È la seconda volta che mi invita a feste di compleanno di cileni che, obiettivamente, non conosco, e che posso-devo invitare le mie amiche. Non capisco. Cosa ci andiamo a fare? Boh, sono comunque contenta, è sempre un occasione per allargare un po’ il giro delle mie amicizie.

Yu Lei è cinese in modo imbarazzante, povero.

Il ragazzo inglese, Lewis, lunedì mi invita a raggiungerlo in un bar-risorantino, dove lui si era installato a studiare e mi dice che ci raggiungerà questo cinesino. Ecco il quadro che mi dipinge: l’ha conosciuto durante un “chinese corner”, e da allora ogni tanto si vedono. L’unico problema, se vogliamo chiamarlo problema, è che Yu Lei termina ogni messaggio che manda a Lewis con: my best friend o my best english friend. Il che dovrebbe lusingare, ma io e Lewis lo troviamo abbastanza morboso e inquietante. Altra cosa che scopro quando arriva è che il nome inglese che si è scelto è Torpedo. Sono stata bravissima a non ridere. Sono stata anche molto brava a non ridere quando mi ha chiesto con fare misterioso: sai cosa vuol dire? Certo che so cosa vuol dire! Voglio vedere se TU sai che ti sei dato il nome del missile del sottomarino, e se hai una valida scusa.

Lo sapeva e aveva anche un motivo. Beh, contento tu…

La sensazione di inquietudine continua quando, dopo uno scambio di battute mi dice: la tua voce è bellissima, posso dirti che hai una voce bellissima? E poi inizia a sciorinare un elenco di aggettivi tra i quali ricordiamo: enchanting, deep, sweet, wonderful, beautiful. Intercalati da: can I tell you that your voice is…?

Stasera mi ha invitata in un bar qua di fronte all’università, a quanto pare ci saranno studenti e impiegati.

Lo so, lo so che l’alternativa sono dei cileni cazzoni. Io però volevo andare con i cinesi. È grave dottore?

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2 thoughts on “Giorni di ordinaria (sub)vita/2

    • Soprattutto quando, nel momento in cui chiedi: che cosa sei? non ti rispondono ovviet (tipo: sono un cinese!) ma ti dicono di essere dei sottomarini! Se non ci fossero bisognerebbe quasi inventarli….

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