Cose a caso

Letterina di Natale

 

So che mancano tre settimane a Natale, però io questo post lo scrivo oggi, così, se qualcuno decidesse di comprare e mandarmi uno, qualcuno o tutti i regali che richiedo qui in basso, può star sicuro che mi arriveranno in tempo.

Una bolla impermeabile.
Forse qualcuno ricorderà i dosatori del detersivo a forma di pallina. Io voglio una cosa del genere, grande abbastanza da contenermi in piedi, in modo da poter girare per la città senza dovermi preoccupare di acqua, vento, tempeste, pioggia. Soprattutto del vento.

Una guida per distinguere i bagni dagli ascensori.
Mi capita, in giro per centri commerciali, di non sapere distinguere i bagni dagli ascensori, sulle mappe con le indicazioni. In entrambi i casi si tratta di omini stilizzati divisi da una sbarra verticale. Non vorrei sedermi comoda su una tazza e aspettare, invano, di arrivare al piano desiderato.

Una guida per distinguere caffetterie e banche.
Perché qui in Cina si assomigliano, per cui potrei chiedere di inzuppare la mia ciambella in un conto corrente. E questo mi fa pensare anche al vero motivo della crisi internazionale. La gente andava da Starbucks a depositare i propri risparmi! Ecco un discorso-tipo che ha portato alla crisi:
COMMESSO DI STARBUCKS: buongiorno signora, desidera?
CLIENTE: vorrei depositare 1000 euro e aprire un conto per mio figlio.
COMMESSO DI STARBUCKS: ehm…. qui vendiamo caffè.
CLIENTE: non sia ridicolo! Avete la stessa porta a vetri della banca qui di fianco, però di loro non mi fido.
COMMESSO DI STARBUCKS: va bene, le credo, mi dia pure i soldi, farò in modo di depositarli sul suo conto corrente.
E poi il commesso si tiene i soldi. Perché gentile sì, ma scemo no.

Un coltello affilato o mele morbide.
Perché ho rubato un coltello da Pizza Hut, ma le mele sono troppo dure e il coltello non taglia bene.

Un orologio.
Che ora è? Chi sa che ora è? (Cit. Lepre Marzolina in “Alice nel paese delle meraviglie”).

Uno scardinatore di leggi di Murphy.
Sono perseguitata dalla seguente legge di Murphy: ho un tomo di novelle di Sherlock Holmes che mi porto dietro nelle occasioni in cui non ci sarà posto a sedere nella metro, o non farò in tempo a fermarmi da qualche parte, prendere qualcosa da bere o mangiare e mettermi comoda a leggere. Quando la città mi dispiega di fronte occasioni di svago o riposo, ho la borsa vuota e sono costretta a leggere l’etichetta dell’acqua o a fissarmi le unghie.

Una mascherina con orsetto di peluche.
Dai anche tu un tocco di magia al tuo raffreddore! Con il doppio effetto di prevenire contagio e scaldarti il musetto.

Una pandemia sino-orientata.

Per sfoltire un po’ le linee.

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8 thoughts on “Letterina di Natale

  1. Pingback: Si parla ancora di ascensori | Potevo Studiare Francese

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