Stranieri in Cina

Punti di vista

Per la prima volta mi rendo conto che momenti terribili deve aver passato con me la mia amica ed ex coinquilina C. District of Columbia. Questo perché mi sono trovata a che fare con una persona che mi ha posto l’esatto tipo di domande inutili, senza senso logico, immotivate, al quale non si sa bene che risposta dare, che non hanno senso di esistere, che io le ho sottoposto nel corso di anni di vita insieme.

Questa persona non sa il cinese, per cui in ogni caso sono sempre io che devo tradurre le farneticazioni da sottoporre a bassa manovalanza cinese, tra cui annoveriamo i seguenti esempi:

di fronte alla lista dei panini in una caffetteria, mi chiede se so cosa mettono, oltre al formaggio, nel panino denominato: “blue cheese sandwich”. E io in preda allo spirito District of Columbia penso: ma come faccio a saperlo? Mi chiede di chiederlo ai camerieri. Nel caso ve lo siate chiesto, mettono anche delle foglie di insalata. Non convinta a proposito dell’insalata, decide allora di ordinare il sandwich al tonno, che ha tonno e foglie di insalata.

Un giorno, a pranzo, decide di ordinare l’insalatona mista, che sul menù era descritta come: mixed salad with vinagrette dressing. Mi chiede di dire al cameriere che vuole l’insalata semplice, con i condimenti a parte. Io procedo, pensando che non le piacesse l’aceto, l’olio, qualcosa di specifico, boh. Fatto sta che l’insalata arriva a viene inondata di vinagrette dressing (?).

A cena, girovaghiamo per fast food alla ricerca, di nuovo, dell’insalata perfetta. Burger King e Charlie’s vengono scartati, uno perché non dispone più di fresce foglie di lattuga, l’altro perché non dispone di condimenti. in questo caso io addosserei parte della colpa al fast-food, ok che l’insalata non è il vostro piatto di punta, ed è considerato come contorno a qualcosa di molto più grasso e grondante, però insalata piatta fa tristezza, o no? In parte la mia compagna di avventure ricerca condimenti “esotici” dal punto di vista cinese (che già considerano un’eresia mangiare insalata cruda), ovvero il succo di limone. Il limone non era conosciuto in Cina, tant’è vero che la parola che usano per chiamare il limone è un calco fonetico (si pronuncia ninmeng), i limoni sono cari quanto in Italia, e l’insalata è presente solo nei ristoranti con cucina occidentale, ed è considerata o contorno, oppure viene intesa come un piatto tipico americano, per cui arriva ricoperta di salse strane, agrodolici, allo yogurt e cetriolo o altre combianzioni fantasiose. Insomma, tutto questo per dire che abbiamo scelto di non abituarci al cibo cinese, e questo funziona, dato che siamo in centro e nel quartiere a più alta densità di stranieri, per cui circondate da ristoranti con cibo di nostro gusto, ma non per questo è il caso di esagerare. Tornando alla questua erbacea, ripieghiamo verso Pizza hut. Stressiamo un manipolo di camerieri con le seguenti richieste: questa insalata con salmone quanto è grande? No, aspetti, ci penso ancora su. Rivolta a me: “è poca, no. Però non c’è nient’altro che mi ispiri”. Richiamiamo il cameriere, ok, siamo convinte di volere l’insalata con il salmone. C’è il limone? Arrivano fette di limone, le tipiche fette da cocktail, che a Pizza hut usano dentre i bicchieri di tè per aromatizzarlo. Richiamiamo il cameriere, sono contretta a chiedere se hanno i quarti di limone. No certo che non li hanno! E non so bene come reagire, sono davvero esasperata, per cui tento di dirle: sei davvero convinta di non poterti accontentare delle fette? Non credi che ci odino già abbastanza? Naturalmente anche l’insalata sarà oggetto di critiche, ma passiamo oltre.

Un posto davvero meraviglioso, dove preparano cose buonissime, sembra vincere la palma d’oro per quanto riguarda le insalate che fanno. Lo scopriamo per caso, ordinando una pasta al tonno, che arriva con scodellina di insalata mista a lato. Hanno anche del succo di limone, olio, sale, per cui sembra tutto andare per il verso giusto. Sembra.

La seconda volta che andiamo a mangiare lì, mi chiede di chiedere alla cameriera se ogni tipo di pasta arriva con insalata a lato. E io, per l’amor del cielo, le chiedo: quale pasta esattamente vorresti? Così le chiedo se arriva con insalata. Questa! E mi indica sul menù la pasta con sugo di carne. La cameriera dice di sì, sembra un matrimonio d’amore. No fa niente, prendo la pasta al tonno.

Grazie Chiara per essere ancora mia amica, adesso mi rendo conto.

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5 thoughts on “Punti di vista

  1. Grazie Amina per aver evocato l’immagine di te che con la fronte corrucciata, la schiena gobba stai china sul menù in inglese a leggere- neanche stessi decifrando un testo antico. La tensione è tale che tu nervosa ti rigiri un riccio tra le dita o ti mangiucchi qualche pellicina. Interroghi il cameriere con domande strane, a cui aggiungi il classico e legittimo ‘contiene carne di maiale?’.
    E fin qui saresti solo una persona scrupolosa…ma poi all’ultimo fai la scelta più idiota possibile!

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