Italiani in Cina

Svogliatezza

No, adesso no, magari più tardi, dopo, senz’altro domani… o nel weekend.

Insomma, qui sta prendendo piede un brutto andazzo, quello di accumulare cose da fare. Per esempio prendere un visto da studente e regolarizzare la mia posizione, cosa che avrei potuto-dovuto fare la prima settimana che ero qui, e ora, a due mesi buoni dal mio ingresso nell’Impero di Mezzo, sono agli sgoccioli della legalità. Magari mi rispediscono in Italia a confezionare tortellini, chissà.

Tra le cose da fare annoveriamo anche un ritorno all’ordine, poichè il fatto che vivo in una camera singola mi dà la possibilità di scendere sempre più in basso nella scala dell’umana decenza. Ci ho messo una settimana e mezza a stufarmi dei covoni di fieno che rotolavano dalla finestra alla porta, e viceversa, e prendere provvedimenti, che si sono risoliti in: vado al supermercato, compro il secondo flacone di detersivo per pavimenti, nonostante il primo sia ancora pieno a metà, torno a casa e non faccio nulla. Il giorno dopo decido di passare la scopa e basta, perché lasciando le scarpe fuori, non è che il pavimento sia sporco, c’è solo polvere.

Un altro punto su cui potrei lavorare è quello dei panni sporchi, dato che quelli puliti languono nella bacinella che li ha portati fino alla lavatrice e ritorno, stessa bacinella da cui pesco a caso la mattina, i panni sporchi giacciono sul pavimento, in dune che si muovono seguendo il ritmo del vento.

Colpa delle cattive compagnie, ovvero delle ragazze cilene, una ha la camera nello stato in cui versa la mia, a cui possiamo aggiungere: libera deambulazione con scarpe che si usano per le fetide vie di Shanghai e bagno spesso intasato (ma questo va oltre le sue colpe, in realtà); l’altra ha la camera intonsa e perfetta, spesso profumata (!) e talmente in ordine che ogni tanto sembra disabitata. Direte voi: prendi esempio da lei! No, non ce la faccio! Perché lei continua ad essermi amica anche se abito in un campo profughi, e mi dice di non preoccuparmi quando viene in camera mia e si scava un piccolo solco per sedersi, povera lei….

Ed è anche colpa loro se non studio, non perché mi portino al parco a giocare, mi comprino lo zucchero filato e poi mi mettano a dormire esausta dalla giornatona che ho avuto, ma semplicemente perché delle tre, quella che sa meglio il cinese sono io, per cui sono sempre quella mandata in avanscoperta a parlare, a chiedere informazioni, chiedere indicazioni stradali eccetera, e poi quando torno con l’oracolo, vengo accolta da oooh aah di ammirazione e da frasi del tipo: quando raggiungeremo il tuo livello? Per cui è chiaro che io mi senta una ganza. E che non studi, in fondo, mica ne ho bisogno, no?

Devo assolutamente liberarmi di questa inerzia invernale e smetterla anche di dormire 20 ore al giorno, sono sicura che è dannoso per la salute.

Desgana.

No, ahora no, quizás más tarde, después, desde luego mañana… o en el fin de semana.

En coclusión, aquí estmos yendo por mal camino, lo de acumular cosas que hacer.

Por ejemplo tomar la visa como estudiante, y regolarizar mi posición, cosa que tenía que hacer la primera semana que estaba aquí, y ahora, a dos meses de mi entrada en el Imperio del Centro, estoy en las últimas de la legalidad. Quizá me reenvian a Italia a confeccionar ravioles.

En las cosas que hacer incluimos también un retorno al ordén, porqué, como vivo sola, tengo la posibildad de descender más y más abajo en la escala de la humana dececia. He tardado una semana y media para cansarme de las gavillas de heno que rodaban de la ventana hasta la puerta y vuelta, y tomar medidas, o sea: ir al supermercado, compro un frasco de detergente por el suelo, no obstante lo que ya tenía aún es lleno por la mitad, llego y no hago nada. El día después decido con barrer el suelo y nada más, porqué, como dejo los zapatos afuera no es que el piso sea sucio, solo hay polvo.

Un asunto acerca del cual tendría que trabajar, es lo de la ropa sucia, como la limpia languidece en el bacía que la llevo hasta la lavadora y vuelta, mismo bacía desde el cual pesco la mañana, la ropa sucia yace al suelo, en dunas que se mueven al ritmo del viento.

Culpa de las malas compañías, o sea de las chicas chilenas, una tiene el cuarto en la misma condición del mío, y añadimos: libre circulación con zapatos que se usan por las fétidas calles de Shanghai y baño a menudo atascado (pero esto se deja más allá de su culpa); la otra tiene el cuarto intonso, perfecto, a menudo perumado (!) y tán ordenado que a veces parece deshabitado. Estaríais pensando: ¡tomala como ejemplo! ¡pero no puedo! Porqué ella sigue siendo mi amiga aún si vivo en un campo profugos, y me dice que no me preocupara, cuando pasa por aquí y se cava un surco para sentarse, la pobre….

Y es sus culpa si no estudio, no porqué me llevan al parque, me compran algodón dulce, y me ponen en la cama a dormir, exhausta por el día, pero simplemente porqué de las tres, la que sabe chino mejor soy yo, así que soy yo la que siempre va en reconocimiento, a pedir informaciones, pedir indicaciones acerca de lugares etcétera, y cuando vuelvo con el oráculo, me acogen oooh aaah de admiración, y frases como ¿cuando alcanzaremos tu nivel? Así que es claro que yo me siento una zorra y no estudio, en el fondo, ¿lo necesito?

Tengo absolutamente que liberarme de esta inercia invernal y dejar de dormir 20 horas al día, astoy segura que es dañino por la salud.

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