Cose a caso

Il lavandino-vulcano

In attesa di un racconto di viaggio e del terzo capitolo del micio spaziale, vi racconto la storia di un lavandino che erutta.

Il mio lavandino si era ostruito, non di colpo, ma poco a poco, sperando magari che non me ne accorgessi, che continuassi a lavarmi ignara di tutto, mentre invece io, che ormai avevo i gomiti a mollo mentre mi lavavo i denti, mi sono fermata e ho pensato: c’è qualcosa che non va…

Diciamo che la colpa è mia, che, non riuscendo a finire una scodella di spaghetti in brodo, ho pensato bene di farli colare giù per il tubo del lavandino, che all’inizio ha reagito bene. Poi non so, forse sono finiti dentro topi, mazzi di chiavi, fiori appassiti, palline da tennis… fatto sta che l’acqua ha smesso di scorrere.

E io ho comprato uno sgorgante di lusso, pagato, udite udite, 3 euro.

Ha l’aspetto di una simpatica polverina bianca, con qualche sferetta grigia qua e là, magari si tratta d’argento, nel caso ci si imbatta in un vampiro dispettoso che ha deciso di bloccare i tubi…

Le istruzioni dicono di versare nello scarico tre o quattro tappi di polvere, aggiungere un tappo di acqua, aspettare mezz’ora e poi far scorrere l’acqua per pulire e per verificare il grado di libertà dei tubi. Io verso, la polvere inizia a sfrigolare, a contatto con le goccioline d’acqua presenti, ma non mi perdo d’animo, verso verso e verso, poi aggiungo il tappo d’acqua, ormai lo sfrigolio è al massimo, come se arrostissi un bue intero, poi l’apice: come un vulcano risvegliato, il lavandino erutta acqua marrone, che gorgoglia, scende giù per il tubo e poi erutta di nuovo, questa volta acqua nera. E l’odore, signori, che odore. Chiudo la porta del bagno, poi mi viene in mente di aprire la finestra, entro in bagno in apnea, apro la finestra, fuggo. Dopo un quarto d’ora provo a dare un’occhiata. Il lavandino è silenzioso, con chiazze di cose nere sul bordo. E l’odore di fogna adesso è stato sostituito da quello di ammoniaca e altri acidi.

In ogni caso, spero tanto che qualche altro lavandino si intasi.

El lavabo-volcàn

En la espera de un cuento de viaje y del tercer capítulo del gato espacial, os cuento algo sobre un lavabo que erupta.

Mi lavabo se atascó, no de repente, pero poco a poco, esperando, quizás que no me diera cuenta, que siguiera lavándome estando a oscuras de todo, cuando yo, que me fregaba los dientes, y ya había los codos en remojo, me paré y pensé: hay algo que no va bien…

Podemos decir que la culpa es mía, que, como no podía terminar un plato de espaguetti, he pensado fuera una buena idea tirarlos por el caño del agua, que al principio reaccionó bien. Luego no sé, quizás se han caído ratones, manojos de llaves, flores marchitos, pelotas de tennis… de echo el agua dejó de correr.

Y yo compré un desatascador de lujo, pagado la friolera de 3 euros.

Aparece como un simpático polvo blanco, con una bolitas gris mezcladas, quizás es plata, en el caso en que se encuentre un vampiro fastidioso que decidí atascar los tubos…

Las instrucciones recomandan de echar tres o cuatros tapones de polvo, añadir un tapón de agua, esperar una media hora y después dejar correr un poco de agua para limpiar y averiguar si los tubos están desatascados. Yo echo la polvora, que empieza a chisporrotear, en contacto con la gotitas de agua que había, pero yo no me estrecho de ánimo, echo echo y echo, y añado el tapón de agua, el chisporroteo es al máximo, como si estara asando un buey entero, luego, el ápice: como un volcán despertado, el lavabo erupta agua marón, que borbolla, baja por el tubo y de repente erupta de nuevo, esta vez agua negra. Y que olor señores. Cierro la purta del baño, luego me acuerdo de abrir la ventana, entro en apnea, abro la ventana, huyo. Después de un cuarto de hora entento dar un vistazo, el lavabo se ha callado, con manchas de cosas negras en los bordes. Y el olor de alcantarilla ahora ha sido reeplazado por olor de ácidos varios.

De toda forma, espero mucho que otro lavabo se atasque.

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