Cose che succedono quando non studi francese

Shanghai, prime impressioni

Non avrei mai pensato di dirlo, ma: piccola delusione questa città… Diciamo che atterrare qui quando fino a una settimana prima si era sulla costa del Mediterraneo non aiuta, ma comunque mi aspettavo qualcosa di meglio.

Innanzi tutto, l’arrivo. L’aeroporto non ha niente che non va, è un aeroporto! La prima cosa che mi ha dato la mazzata finale, in aggiunta a 14 ore di volo e a un vicino che russava, o tossiva o aveva un cellulare che squillava (?), è stato il clima. Umido appiccicoso, come quello che avevo trovato a Hongkong. Però allora si trattava di Hongkong, che, ricordiamo, è sotto il tropico del Cancro! Io, vestita come un sherpa pronto a scalare l’Himalaya, non ero preparata.

Al secondo posto mettiamo il colore del cielo (teniamo sempre e comunque presente la costa del Mediterraneo di cui sopra). Grigio, senza sfumature, ombre, giochi di luce, striature, iridescenze. E io, nella mia ingenuità, pensavo: pioverà, è semplicemente nuvoloso! Ma invece, man mano che mi avvicinavo all’università (ero su un taxi), mi sono resa conto di come, a una certa distanza, della città non si vedesse una mazza. Quindi il grigio non era sopra di noi, ma tutto attorno a noi. E poi un americano incontrato nel campus mi ha confermato quanto segue: of course is pollution, we’re in China, what did you expect?

E così, eccomi qui a inalare acqua e gas di scarico seduta sul mio letto, sono le quattro del pomeriggio ed è buio, stamattina c’era il sole e adesso il Grigio è tornato prepotente.

Shanghai, primeras impresiones

nunca habría pensado decirlo, pero: esta ciudad ha sido una pequeña delusión… claro que llegar aquí cuando hace una semana estaba en la orilla del Mediterraneo no ayuda, pero esperaba de toda forma algo mejor.

Ante todo la llegada. El aeropuerto no tiene nada malo, ¡es un simple aeropuerto! La primera cosa que, añadida a las 14 oras de vuelo, al vecino que roncaba, tosía, o su movíl que seguiva sonando (?), me mató fue el clima. Úmedo y pegajoso, como lo que encontré llegando en Hongkong. Pero fue Hongkong, que, recordamos, está abajo del Trópico del Cancér! Yo, vestida como uno sherpa listo para subir a Himalaya, no estaba preparada.

Segundo: el color del cielo. Gris, sin matizes, sombras, juegos de colores, rayas, iridiscencia. Y yo, ingenuamente, pensaba: pues, va a llover, simplemente está todo nublado! Pero, como me acercaba a la universidad (estaba en taxi), me dio cuenta de como, de los edificio mas lejos, no se veía nada de nada! Así que el gris no está arriba, pero todo alrededor de nosotros. Además, un americano encontrado en el campus, me confirmó: of course is pollution, we’re in China, what did you expect? (*claro que se trata de contaminación, estamos en China, que te esperabas?)

aquí estoy, inhalando agua y gases de escape sentada en mi cama, son las cuatro de la tarde y ya es oscuro, esta mañana había el sol, ahora el Gris ha regresado prepotentemente.

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